Tre le ricorrenze, cosi le ha definite alla Conferenza Stampa di Roma il Direttore Artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia Alberto Barbera, esitando di chiamarle tendenze. La prima è l’ingente numero di film che affrontano, in maniera diversa, il problema della condizione femminile nelle società contemporanee. Non di film diretti da donne – che sono ancora, purtroppo, una percentuale esigua – ha precisato, ma ritratti di donne che anche quando sono realizzati da uomini, rivelano una sensibilità nuova e un’attenzione particolare all’universo muliebre, come raramente era successo in passato. L’altra ricorrenza interessante, Alberto Barbera, la indica  nei film che si dedicano alla ricostruzione minuziosa e documentata di accadimenti della storia recente o passata, con una chiara e precisa volontà di attualizzare eventi altrimenti destinati ad essere dimenticati o, peggio, deformati da cattivi esercizi di memoria orale. Un’altra ricorrenza ancora, per il Direttore Artistico della Mostra, è offerta dal ritorno (se non dalla presenza ormai costante, da un po’ di anni a questa parte) di un cinema della realtà che anziché essere tentato da fughe in universi paralleli o puramente immaginari, sceglie di confrontarsi con i problemi dell’ oggi, senza necessariamente cadere nelle trappole della pura e semplice evocazione cronachistica.

Aggiunti a ciò, precisa Alberto Barbera, sono da tenere presente i film riconducibili ai generi classici (thriller, guerra, animazione), come segno  che, ancora oggi, il cinema non può fare a meno di  un pubblico più vasto di quello che il cinema d’autore riesce a raggiungere.

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Il Direttore Artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Vvenezia, Alberto Barbera

Caratteristiche che gli spettatori della Kermesse veneziana potranno vedere nell’articolazione della Mostra che si svilupperà con ben 17 opere fuori concorso, le 19 della competizione Orizzonti che comprende anche 15 cortometraggi, i 4 della Sezione Sconfini o i 14 della Venice Virtual Reality e di altre Sezioni. Ma, soprattutto, nelle 21 opere in Concorso.  Opere di Autori consolidati come, tanto per citarne alcuni, Roy Andersson (About Endlessness), Olivier Assayas (Wasp Network), Atom Egoyan (Guest of honour), Robert Guédiguian (Gloria mundi), Ciro Guerra (Waiting for the Barbarians), Roman Polanski (J’accuse), Steve Soderbergh (The laundromat), Pablo Larrain (Ema). Ma anche tanti esordienti.

L’Italia sarà presente con 3 film firmati da Pietro Marcello, Franco Maresco, Mario Martone. Il primo con Martin Eden, liberamente tratto dal romanzo di Jack London dove il marinaio è interpretato da Luca Marinelli. La nostra storia – afferma Pietro Marcello – è la storia di chi si è formato non nella famiglia, o nella scuola, ma attraverso la cultura incontrata lungo la strada. La Sicilia della fotografa ottantenne Letizia Battaglia  e del “mitico” organizzatore di feste  Ciccio Mira nel film di Franco Maresco La mafia non è più quella di una volta e la Napoli della commedia di Eduardo De Filippo, trasposta in questo film da Mario Martone, Il Sindaco del rione Sanità, uno che amministra la giustizia secondo suoi personali criteri, al di fuori dello Stato e al di sopra delle parti. Un film ,anticipa il regista, di forte attualità, capace di raccontare l’eterna lotta tra bene e  male. Ma ci sono fuori concorso anche Francesca Archibugi con Vivere e Gabriele Salvatores con Tutto il mio folle amore  per la Fiction e, nella “non fiction”, Il pianeta in mare di Andrea Segre. Inoltre, nelle proiezioni speciali Zerozerozero (episodi 1 e 2) di Stefano Sollima e The new Pope (episodi 2 e 7) di Paolo Sorrentino, senza trascurare poi quelli delle altre Sezioni.

Omaggio a Stanley Kubrick,  con la proiezione fuori concorso, a vent’anni della sua  uscita di Eyes wide shut e del documentario  (8 minuti) di Matt Wells Never ust a dream: Stanley Kubrick and Eyes wide shut.

Omaggiato anche Federico Fellini con il film documentario di Eugenio Cappuccio Fellini fine mai in cui racconta episodi sconosciuti del suo cinema, e dà voce a Milo Manara che si sofferma sul suo rapporto con  Fellini.

E tanto, tanto altro ancora, da desiderare che la Festa cominci, subito. E lo spazio è sempre più ampio, cosi come ha sottolineato il Presidente Paolo Baratta nell’annunciare che, ingrandito il cubo rosso, si è arrivati a quasi 6.000 posti (5.938, esattamente).

Ma anche gli ospiti saranno tanti: Meryl Streep, Robert De Niro, Brad Pitt, Catherine Deneuve, Penélope Cruz, Scarlett Johansson, Gong Li, Juliette Binoche, Antonio Banderas, Johnny Depp, Emmanuele Seigner, eccetera, eccetera.  Ce n’è a iosa per  la numerosa folla del red carpet.

Un programma da cui, come auspica Alberto Barbera, si possa uscire un poco rassicurati sul futuro che ci attende, e meno inquieti per quella che appare come una deriva inarrestabile, ma che forse non è tale. Intendendo dire con ciò che bisogna essere aperti a tutto. Che è, a nostro avviso, lo spirito giusto con cui approcciarsi ad una Mostra di livello mondiale come quella di Venezia.

di Paolo Micalizzi