Mentre oggi sarà annunciata a Roma, nel corso di una Conferenza Stampa, il programma della 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, si conoscono già quelli della SIC (Settimana della Critica) e delle Giornate degli Autori rese note in questi giorni.

La Settimana della Critica, fondata nel 1984 da Lino Miccichè, organizza la sua 34° edizione, all’insegna di un cinema dell’oggi avendo selezionato, come affermato dal suo Delegato Generale Giona A. Nazzaro, opere libere, lavori in grado di mettere in discussione lo stato delle cose. Film, cioè, ancorati nel mondo, il risultato delle situazioni che li ha visti nascere.

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Il manifesto della 34° edizione di SIC (Settimana della Critica)

Una selezione di film che si affaccia volentieri nel fantastico, afferma ancora Giona A. Nazzaro, ibridandosi con il thriller, il fantasy e l’animazione. Opere attraversate tutte dal piacere del racconto e dell’affabulazione senza mai dimenticare la sfida della forma. Sono opere di registe e registi provenienti dall’India, Iraq, Libano, Lituania, Messico, Cile, Regno Unito, Danimarca, Italia. In Concorso, quindi, Jeedar el Sot di Ahmad Ghossein, Paternonas di Mantas Kvedaravicius, El principe di Sebastian Munoz, Psykosia di Marie Grahts, Rare Beasts di Billie Piper, Saydat Al Bahr di Shhad Ameen. L’Italia sarà rappresentata da Tony Driver di Ascanio Petrini, una produzione Italo-Messicana: una commedia sull’assurda inutilità delle frontiere. Oltre al Concorso, ci saranno Eventi speciali e la Sezione SIC&SIC relativa ai Cortometraggi.

Undici invece, i film in Concorso (oltre ad alcuni Eventi speciali, tra cui le Masterclass di Marco Bellocchio e Margarethe Von Trotta), della XVI edizione delle Giornate degli Autori, dirette da Giorgio Gosetti e presiedute, da quest’anno, dal giornalista e sceneggiatore Andrea Purgatori. Per gli organizzatori, una selezione che conferma la voluta sobrietà di titoli a vantaggio di una speciale promozione della creatività più libera e indipendente di tutto il mondo, con un’attenzione anche alla ricerca di “linguaggi” pop che stimolino la curiosità di  pubblici diversi, e ciò nella convinzione che il cinema debba oggi parlare a Comunità distinte di spettatori, ma  avendo sempre come stella polare la volontà di farsi capire, di suscitare emozioni e passioni, di ristabilire un dialogo diretto tra l’artista e lo spettatore a prescindere dai modi del consumo.

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Un’immagine da 5 è il numero perfetto di Igort, unico film italiano in concorso alla 16° edizione delle Giornate degli autori

L’Italia sarà presente, in competizione, con 5 è il numero perfetto di Igort, il creatore della “graphic novel”, un film con Toni Servillo, Carlo Buccirosso e Valeria Golino: un piccolo affresco napoletano nell’Italia anni Settanta. Vi figurano anche il polacco Corpus Christi di Jan Komasa, il norvegese Beware of Children di Dag Johan Haugerud, il film del Laos The Long Walk di Mattie Do, la coproduzione tra USA e Filippine Lingua Franca di Isabel Sandoval. Ma anche Un divan à Tunis di Manele Labidi, Un monde plus grand di Fabienne Berthand, La Llorona di Jayro Bustamante, Aru Sendo no Hanashi di Jò Odagiri, Only the Animals di Dominik Moll, You Will Die at 20 di Amad Abu Alala. In programma anche 7 notti veneziane alla Villa degli Autori, sede delle Giornate. Tra i premi anche uno di 20.000 euro per il miglior film assegnato da 28 giovani spettatori provenienti da tutti i paesi dell’Unione Europea.

Nelle parole di Giorgio Gosetti, uno sguardo sul mondo che se da un lato restituisce speranza per la forza – che è proprio del miglior cinema – d’interpretare la realtà, dall’altra dipinge una terra assediata da crudeli memorie, fantasmi inquietanti, deserti fisici e ideali. Aggiungendo che questo mare in tempesta abbiamo voluto attraversare come moderni corsari alla ricerca del tesoro.

Un tesoro che anche gli spettatori della Mostra si augurano di trovare per arricchire la propria conoscenza del cinema di qualità.

di Paolo Micalizzi