Lunedì 10 giugno Bologna ha reso omaggio ad un grande rappresentante del cinema europeo. Ospite di Biografilm Festival International Celebration of Lives, giunto alla sua 15° edizione, il regista Werner Herzog è stato protagonista di alcuni incontri con il pubblico a margine delle proiezioni di due dei suoi ultimi film: Meeting Gorbachev, dialogo tra Herzog e l’ultimo Presidente dell’Unione Sovietica, uno di fronte all’altro, in un lungo faccia a faccia che analizza la vita del politico russo dall’infanzia contadina agli studi all’Università di Mosca, fino alla rapida ascesa nelle fila del Partito Comunista Sovietico, offrendo uno sguardo inedito e lucido sulla storia di tutto il Secolo Breve; Family Romance, LLC, arrivato a Biografilm in anteprima italiana, distribuito da I Wonder Pictures, dopo aver spiazzato pubblico e critica all’ultimo Festival di Cannes.

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L’arrivo in sala di Werner Herzog per la proiezione del suo Family Romance, LLC (Ph. M. Dall’Ara)

Abbiamo assistito alla proiezione di quest’ultimo film, dopo che tutto il pubblico del Cinema Arlecchino di Bologna ha tributato una scrosciante standing ovation all’ingresso di Werner Herzog in sala, accompagnato dal Direttore Artistico di Biografilm Festival, Andrea Romeo, che ha sottolineato come, per lui e per tutto il Festival, fosse un grande onore avere tra i propri prestigiosi ospiti il regista che più di tutti lo aveva ispirato nella scelta di ideare la kermesse bolognese, da sempre colpito dalla straordinaria abilità del regista di interpretare e raccontare le proprie storie. Non a caso, prendendo la parola ed iniziando ad instrodurre il suo Family Romance, LLC., Werner Herzog ha dichiarato:

Ho sentito subito l’urgenza di raccontare questa storia e ciò che mi ha sopreso nell’aver affrontato questa vicenda è il fatto che ha riportato in me un forse spirito giovanile, mi ha rafforzato. Ho affrontato il mio modo di fare cinema come avrebbe fatto un monaco scalzo, nella semplicità, muovendomi in metro a Tokyo, selezionando i costumi e il mio stesso guardaroba analizzando alcuni post su Instagram, mi cambiavo nei bagni. Ero solo io con i protagonisti della vicenda. Tutto il cast è essenzialmente composto da me: ho scritto soggetto e scenggiatura, l’ho diretto, dopo diversi anni ho preso io fisicamente la macchina in mano, diventando anche direttore della fotografia. Questo mi ha portato a dover inventare gran parte dei nomi nei credits. Ad esempio, quelli dei consulenti legali. Uno era unmio professore con cui mi dilettavo a parlare di Sofocle. Family Romance è un film che vuole indagare sulla solitudine, qualcosa che non si è mai visto al cinema. Non in una storia di fiction.

La Family Romance è una particolare agenzia (che esiste realmente, fondata a Tokyo nel 2011) che stipendia circa 800 figuranti, arruolati dietro compenso per impersonare parenti, amici, conoscenti. Andando ad accrescere quel fenomeno della asocializzazione, causa primaria di  circa 30.000 suicidi all’anno in Giappone. Il film, interamente girato nel paese del Sol Levante, si focalizza su alcune di queste storie, lasciando che lo spettatore le guardi dal punto di vista del direttore dell’agenzia. Il protagonista, descrivendo il suo lavoro, dice:

Le persone dicono di me che sono un camaleonte. Ogni giorno devo interpretare ruoli diversi. Sto mentendo a Mahiro. Mahiro sta mentendo a me. Ci stiamo mentendo a vicenda. Perché noi di Family Romance non possiamo amare né essere amati.

Mahiro è una ragazzina di 12 anni, a cui la madre non aveva mai trovato il coraggio di dire che il padre fosse morto quando ne aveva due. Preferisce così mentire alla figlia, inventando per il marito defunto una seconda vita, iniziata quando abbandonò entrambe per costruirsi una nuova famiglia. Alla richiesta di Mahiro di poter incontrare il padre dopo 10 anni, la madre, piuttosto che ammettere il proprio inganno e concedere alla figlia la sincerità negata in tutti quegli anni, ingaggia Yuichi, che si presterà ad una serie di incontri con Mahiro.

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Mahiro Tanimoto e Yuichi Ishii sono i protagonisti di Family Romance, LLC. (W. Herzog, 2019)

Nasce un rapporto complesso tra i due. In cui Mahiro cercherà di mascherare il suo essersi sentita profondamente sola senza il sostegno di una figura paterna. Mentre Yuichi inizierà a sentire il peso delle sue menzogne, a rivedere il senso del concept della Family Romance. La donna sola che ha vinto 20 milioni di yen e che è disposta a pagare per poter rivivere in eterno il momento in cui bussarono alla sua porta per comunicarle la vincita, da lei giudicato come uno dei più eccitanti ed appaganti della sua esistenza; la famiglia che si vergogna del padre alcolizzato tanto da ingaggiarne uno finto per poter portare la figlia all’altare; l’aspirante influencer che per accrescere in numero di like e visualizzazioni sul proprio profilo social si rivolge all’agenzia per farsi seguire per un’intera giornata da una schiera di finti paparazzi. Sono vicende come queste a destabilizzare Yuichi. Che capirà che la brama di cercare di crearsi una vita fatta di appaganti e consolanti finzioni dei suoi clienti lo ha portato a perdere il contatto con la sua di realtà.

Storie di solitudine. Storie di una società ingabbiata nella brama di apparire, di fingersi per ciò che non si è. Andando ad accrescere quella solitudine e a portare a vedere la realtà attraverso uno schermo, quando non la si reinventa completamente attraverso un proprio profilo social. In Family Romance, LLC., Werner Herzog mette in scena la complessità dei rapporti umani, il confine labile tra ciò che siamo e la rappresentazione di noi stessi che diamo sui social. Un’opera sperimentale, in cui il regista osa in un alternarsi di immagini fuori fuoco e primi piani ravvicinati. La forza del dialogo tra i protagonisti sta più nel sottotesto di ciò che non si dicono, perché tutto ciò che è espresso può essere una menzogna.

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Andrea Romeo, Direttore Artistico di Biografilm, consegna a Werner Herzog il Celebration of Lives Award 2019 (Ph. M. Dall’Ara)

Continua a stupire, Herzog. I suoi 77 anni, la sua lunga carriera cinematografica che lo ha portato a spaziare in una molteplicità di generi, sembra non fermare la sua creatività, la sua voglia di raccontare storie. E bene hanno fatto Andrea Romeo e Biografilm Festival a consegnare al regista uno dei Celebration of Lives Award previsti per questa 15° edizione. Il premio è realizzato in alluminio. Un materiale indistruttibile e destinato a restare intaccato per decenni. Come il cinema di Werner Herzog.

di Joana Fresu de Azevedo

 

(Foto Copertina: Martina Dall’Ara)