La rassegna Visioni Contemporanee continua a riscuotere successo e l’interesse del pubblico, anche questa volta per la gran parte cinese, parlante italiano chi più chi meno, ma soprattutto interessati all’Italia, Marco Muller ha dialogato con il pubblico in sala.

La visione del film Troppa Grazia è stato applaudito di cuore e ha scatenato diverse domande a fine proiezione. La più curiosa forse è stata: Per che cosa hanno riso gli italiani nel film? Vogliamo capire se ridiamo per le stesse cose. E in effetti qualche differenza c’è. Un film carico di simbologia cristiana, che spiazza però lo spettatore, come una Madonna che tira la protagonista per i capelli.

Lucia (Alba Rochwacher) inizia a vedere e sentire la Madonna quando nella sua vita inizia a capire che c’è qualcosa che non va. Si lasciata da poco con il compagno (Elio Germano) e Paolo (Giuseppe Battiston) la ingaggia come geometra solo perché sa che Lucia ha bisogno di lavorare e le firmerà delle carte anche se non corrispondono completamente a verità. La crisi che Lucia vive però la porterà a vedere ciò che le è stato sempre sotto agli occhi, a ritrovare la bellezza, a ritrovare la sua “chiesa”, la sua comunità. Il percorso che Lucia deve affrontare è molto spinoso: non credente, madre single, teme che se giudicata pazza le portino via la custodia della figlia. Al tempo stesso però non può ignorare quella presenza, anche se fa di tutto per cacciarla o, meglio, evitarla. La Madonna (interpretata da Hadas Yaron) è tutt’altro che “buona” come ci si potrebbe aspettare: è autoritaria, a tratti violenta, ma soprattutto scuote, sa come far risvegliare l’animo di Lucia.

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Una scena con Alba Rochwacher Hadas Yaron da Troppa grazia (G. Zanasi, 2018)

Alla fine Lucia ritrova se stessa e ritorna a credere in se stessa, mostrando alla figlia ciò che è per lei la bellezza, proprio come sua madre aveva fatto con lei da piccola. Come le aveva detto il padre, Lucia da piccola credeva a tutto, soprattutto credeva in se stessa, ma poi, con il crescere, il processo di diventare adulti le cose erano cambiate. Ecco che Lucia attraverso la crisi ha un momento di svolta e riesce a vedere ciò che aveva sotto agli occhi. A sottolineare questi concetti c’è la musica curata da Niccolò Contessa (il quale aveva già collaborato con Zanasi in La felicità è un sistema complesso e in particolare la canzone Nascosta in piena vista.

Il regista Gianni Zanasi, in precedenti interviste, ha affermato che l’Italia è composta da tante piccole città. Visioni contemporanee viaggia parallelamente su questa linea di pensiero, continua a far viaggiare il pubblico cinese nelle piccole città, nelle provincie di cui l’Italia è composta: dalla Puglia, al Lazio, alla Calabria.

di Clara Longhi