Girls Always Happy (情史) è l’esordio nel lungometraggio della regista pechinese Mingming Yang, classe 1987. Il film era stato presentato al Pingyao International Film Festival, al Shanghai International Film Festival e alla Berlinale nel 2018.

Mingming è una regista esordiente che si sta facendo strada nel cinema indipendente. Nel suo lungometraggio Girls Always Happy ritrae due degli aspetti dei quali è più appassionata: i rapporti famigliari e gli hutong di Pechino dove lei è nata e cresciuta. Nella sua storia coesistono una madre (Nan Ai) che vive da sola, amante della scrittura, passione che ha trasmesso alla figlia e la figlia trentenne, non sposata , che cerca di farsi una carriera come sceneggiatrice di film, con un compagno dal quale va e viene a seconda dell’umore.  

I rapporti famigliari si consumano perlopiù nello spazio della casetta nell’hutong, ma le mura di casa sono troppo piccole per contenere gli umori altalenanti di madre e figlia. Entrambe sono donne forti e indipendenti, tuttavia con diversi limiti imposti nelle loro vite, sia a causa delle difficoltà economiche, che delle relazioni personali. La madre si prende cura del nonno, che vive in un appartamento più spazioso da solo fuori dagli hutong del centro della capitale. Il nonno è raffigurato come un uomo sempre incollato alla tv a guardare vecchi documentari il quale non mostra un briciolo di gratitudine per tutto l’aiuto che la figlia gli dà insieme alla nipote. Nonostante l’ingratitudine, madre e figlia continuano a prendersi cura del nonno nella speranza che in futuro lasci loro qualche eredità.

di Clara Longhi