Nel palmarès del Festival di Cannes, la Palma per il migliore attore protagonista è andata ad Antonio Banderas, segnando cosi, si può affermare senza alcun dubbio, la rinascita dell’ attore. A fargliela meritare è stato il film di Pedro Almodòvar Dolor y Gloria,  nelle Sale cinematografiche italiane in concomitanza con la sua presentazione al Festival della Costa Azzurra. Un personaggio molto umano, quello di Antonio Banderas, interpretato con grande misura e delicatezza facendo rivivere il Pedro Almodòvar della maturità. Partendo dalla sua infanzia, dove ebbe inizio quella diversità che poi  lo stesso regista spagnolo ha raccontato in tanti suoi film. Antonio Banderas si cala nel personaggio del suo mentore, Almodòvar appunto, con molta convinzione e naturalezza grazie anche alla lunga conoscenza del regista con il quale ha interpretato ben 8 film. A partire da Matador del 1986  e proseguendo con altri tra cui  La legge del desiderio (1987), Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988), Légami! concludendo, per ora, il suo prestigioso sodalizio con Dolor y Gloria.

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Antonio Banderas con Pedro Almodòvar sul set di Dolor y Gloria (2019)

Film che lo hanno portato a conquistare il mercato americano interpretando l’omosessuale, accanto a Tom Hanks, nel drammatico Philadelphia (1993) di Jonathan Demme, ma anche Desperado (1995) di Roberto Rodriguez dove riveste il ruolo del protagonista, un cowboy che per vendicare l’uccisione della sua ragazza fa strage di spacciatori  messicani e del loro capo, cioè suo fratello. E’ anche Che Guevara nel musical Evita (1966) di Alan Parker,  il celebre spadaccino mascherato in La maschera di Zorro (1998) di Martin Campbell ed il pittore messicano Siqueiros in Frida (2002)  di Julie Taymor, dedicato alla vita della pittrice Frida Kahlo. Ma il suo Pedro Almodòvar lo eleva a grande attore che riesce a coinvolgere umanamente lo spettatore rendendolo partecipe di una vita esistenziale vissuta in silenzio e senza ostentazione. Un’interpretazione dal volto umano.

di Paolo Micalizzi