Il primo settembre 2018 vi avevamo raccontato della prima, in accordo con Le Giornate degli Autori, di quel piccolo miracolo che aveva portato il film Rwanda a varcare i confini del suo set tutto romagnolo per arrivare al Lido nel corso della 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Avevamo accompagnato i quattro amici al bar (il regista, Riccardo Salvetti; gli sceneggiatori/attori Marco Cortesi Mara Moschini; il direttore della fotografia, nonché produttore esecutivo Massimo Gardini) in questa loro incredibile esperienza, facendoci coinvolgere dalla loro gioia ed emozione. Da quelle serate estive il loro entusiasmo non sembra essersi spento. Rwanda ha, nel frattempo, iniziato la sua corsa verso alcuni tra i più prestigiosi festival cinematografici nazionali ed internazionali: vince il premio per il miglior pitch alla prima edizione dell’Italia Film FEDIC e quello per la miglior produzione emiliano-romagnola al Ferrara Film Festival; il premio per il Miglior Film Drammatico all’ECU – The European Indipendent Film Festival di Parigi; il premio Vitruvian Award al Da Vinci International Film Festival di Los Angeles. Ha toccato ormai più di 60 città, offrendo al proprio pubblico proiezioni che quasi sempre hanno registrato il sold out. E continua il suo cammino, sia al cinema che verso la prossima stagione festivaliera.

Verrebbe da dirsi che i ragazzi ora si siano presi un periodo di meritato riposo. Invece stanno tornando più agguerriti di prima. E con un nuovo, interessante e coraggioso progetto. Infatti, i fantastici quattro del cinema forlivese, la banda Cortesi-Moschini-Salvetti-Gardini, sono già al lavoro sul prossimo film: Il Muro. Anche in questo caso, l’ispirazione arriva da uno degli spettacoli di teatro civile con cui Marco Cortesi e Mara Moschini stanno calcando le scene di importanti teatri italiani da quasi un anno, raccontando la drammatica vicenda del Muro di Berlino attraverso le storie vere (raccolte dopo un’intensa inchiesta giornalistica svolta sul campo) di 6 protagonisti/testimoni del periodo dal 1961 al 1989 che sconvolse non solo la quotidianità della città tedesca, ma la stabilità di tutto il mondo. Proprio nella data del trentennale dalla sua caduta, il 9 novembre 2019, il film verrà trasmesso, come evento speciale, da una importante rete televisiva nazionale, per poi iniziare un nuovo percorso distributivo che toccherà, come successo già per Rwanda, sia la sala cinematografica tradizionale che quelle dei principali festival nazionali ed internazionali.

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Marco Cortesi e Mara Moschini in un’immagine dal trailer di Il muro in TV

Ma lo sforzo, sia produttivo che, soprattutto, economico, messo in campo per realizzare il sogno di Rwanda (possibile anche grazie al sostegno di Comune di Forlì, Film Commission Emilia-Romagna, Sedicicorto International Film Festival e FEDIC – Federazione Italiana dei Cineclub) impedisce loro di riuscire a portare a termine questo progetto in modo totalmente indipendente. Ed è per questo che, come avvenuto con il loro precedente prodotto cinematografico, il gruppo ha lanciato, il 25 aprile 2019, una nuova campagna di crowdfunding, appoggiandosi sempre alla nota piattaforma Produzioni dal Basso. Abbiamo incontrato Marco Cortesi per farci dare i dettagli di questa loro nuova avventura.

Kontainer16: Vi avevamo lasciato stremati dalla campagna che avevate realizzato per Rwandafelici per il successo in sala, con un piede già in scena per il nuovo spettacolo teatrale. Ora questo deja-vu che vi rivede di nuovo accanto a Produzioni dal Basso per una nuova campagna. Non vi basta mai, Marco?

Marco Cortesi: (sempre sorridente, anche in un’umida giornata uggiosa e di primissima mattina, NdR) Ce lo stanno chiedendo in tanti, sai? Molti vedono che, da settembre, Rwanda è stato proiettato in moltissime sale, che spesso abbiamo registrato dei sold out, a volte anche impressionanti, come quando abbiamo toccato i 600 spettatori durante la serata che abbiamo fatto a Bologna presso la sala dell’Antoniano. Pensano che ormai siamo diventati ricchi e ci guardano con scetticismo ora che siamo partiti con la nuova campagna. Ma la realtà, che spesso non è nota ai più, è che noi stiamo distribuendo il nostro primo film in modo totalmente indipendente e che parte del nostro progetto iniziale preveda che non incassiamo nulla sulla singola proiezione del film. Infatti, ogni volta che portiamo il film in giro per l’Italia lo stiamo facendo a supporto di diverse realtà sociali, a cui devolviamo l’incasso della serata. Ma non ci è passata la voglia di raccontare le nostre storie. Di farlo attraverso un mezzo che conosciamo ed amiamo come quello del cinema. Anche da questo nasce Il Muro. E abbiamo bisogno di questa campagna e del sostegno di tutti per poterlo realizzare.

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Marco Cortesi, sceneggiatore ed attore in Il Muro in TV

K16: Dopo aver raccontato il tremendo genocidio avvenuto in Rwanda nell’aprile 1994 ora tornate a parlare di una storia dal passato, quella del Muro di Berlino. Cosa vi ha spinto a questa scelta?

M.C.:  Con lo spettacolo teatrale, che ha collezionato oltre 180 repliche in meno di 12 mesi dal debutto, volevamo raccontare le storie vere di chi tentò di sfidare il Muro più letale ed invalicabile del mondo. Volevamo continuare a narrare dei loro straordinari gesti di coraggio, perseveranza e fede in nome della libertà. E arriviamo così ad oggi, a quello che sentiamo tutti come il progetto più ambizioso delle nostre vite: trasformare il nostro spettacolo teatrale in quello che ci auguriamo sarà un memorabile evento tv in occasione dei 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino. Vogliamo emozionare e far riflettere gli spettatori attraverso un indimenticabile messaggio di pace e fratellanza.

K16: Il 9 novembre 2019, quando trasmetterete il vostro film, sarà, appunto il trentennale da quella caduta. Un’altra storia dal nostro passato per raccontare il nostro presente?

M.C.: Esatto. In base alle nostre ricerche, sappiamo che nel 1961, quando il Muro venne costruito, ce ne erano altri 7 simili. Oggi, a 30 anni dalla sua caduta, i muri nel mondo sono ben 73. Il nostro film vuole sì raccontare la storia di chi ha vissuto in quegli anni, ma anche parlare più in generale di libertà, di speranza, di futuro. Per ricordare i rischi che corriamo nel non abbattere i muri che ci separano dall’indifferenza verso i nostri fratelli nel mondo. 

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Dopo Rwanda, il regista forlivese Riccardo Salvetti dirigerà Il Muro in TV

K16: Squadra che vince non si cambia. La famiglia Rwanda si riunisce?

M.C.: Ovviamente! Io e Mara (Moschini, NdR) abbiamo fatto l’adattamento dello spettacolo teatrale per la televisione. Riccardo Salvetti ne curerà la regia, così come ritroveremo Massimo Gardini alla fotografia e ci supporterà anche con la sua casa di produzione, la Horizon Srl. Siamo ansiosi di iniziare. Intanto, abbiamo già lanciato un trailer di presentazione a supporto della campagna di crowdfunding, da cui gli spettatori (soprattutto quelli forlivesi) potranno capire quella che sarà la location in cui ambientiamo la nostra storia, anche se ancora non possiamo ufficializzarla. Vi diciamo solo che siamo onorati di poter usare questo spazio così importante nella storia della nostra città e di poterlo fare nell’ambito di un progetto europeo così prestigioso come quello di ATRIUM. Fino a luglio continueremo a girare l’Italia con lo spettacolo teatrale. Poi lasceremo le scene ed inizieremo le riprese ad agosto. Dati i tempi strettissimi e il piccolo budget che abbiamo a disposizione abbiamo deciso per un’ulteriore follia e il nostro montatore, Matteo Santi (nomination ai Nastri d’Argento per il montaggio di Mine) ci raggiungerà dopo una settimana ed inizierà a realizzare il montaggio in tempo reale. Praticamente, l’ultimo giorno di riprese potremo girare il file direttamente alla rete tv partner del progetto. A quel punto, dovremo solo aspettare il giudizio del pubblico!

Continueremo a seguire il percorso per questo nuovo film intrapreso da questo gruppo di giovani cineasti under40. Che anche nel caso di Il Muro ha deciso di fare cinema sul territorio forlivese. Dando ulteriore prova di quanto dal punto di vista cinematografico la Romagna sia dinamica e ricca di esperienza. Ansiosi di ritrovare Marco, Mara, Riccardo e Massimo. Questa volta sul piccolo schermo, comodamente seduti sul nostro divano. Pronti ancora una volta a fare il tifo per loro.

di Joana Fresu de Azevedo

[Ringraziamo MC – Teatro Civile e Produzioni dal Basso per averci permesso di pubblicare le foto realizzate nel corso delle riprese per il trailer della campagna di crowdfunding a sostegno di Il Muro]