Meglio il libro o il film? E’ il dilemma che si incontra ogni volta che un’opera letteraria viene trasposta sul grande schermo.

Pubblicata in Italia nel 2011, la commedia nera di ispirazione western scritta dall’autore canadese Patrick Dewitt uscì col titolo Arrivano i Sisters: cosa ci si sarebbe dovuto aspettare da un duo di spietati killers che si presenta con un cognome da educande? La vicenda, ambientata in California e in Oregon, nel 1851, è narrata dal punto di vista di uno dei due protagonisti, Eli Sisters.

E’ una lunga storia. Per semplificare, mio fratello ha conosciuto la violenza fin da quando era piccolo, per colpa di nostro padre, che era una brutta persona. Questo ha procurato molte grane a Charlie, una delle quali era che non appena veniva insultato non gli bastava una rissa a cazzotti o a coltellate, la cosa si doveva chiudere con la morte. Allora quando accoppi un uomo, poi si fa vivo un amico o un fratello o un padre e tutto ricomincia da capo … ed era lì che entravo in scena io. … E’ venuto fuori che avevamo la stoffa per ammazzare. Per questo siamo stati avvicinati dal Commodore, che ci ha offerto un posto alle sue dipendenze.”

La scelta stilistica del fratello maggiore Eli come voce narrante, guida il lettore coinvolgendolo nei sentimenti di questo sicario dal cuore tenero, capace di prendersi cura di Charlie, come una madre premurosa. Anche il regista francese Jacques Audiard, alle prese con il suo primo film in lingua inglese, mantiene questa impronta, dando spessore alla figura di Eli, interpretato dall’attore John C. Reilly. Se all’inizio il più piccolo si presenta come il capo, quello capace di trattare gli affari col Commodoro, nel dipanarsi della storia si manifesta come il più fragile e vulnerabile.

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John C. Reilly è Eli Sisters in The Sisters Brothers (J. Audiard, 2018) 

Ingaggiati come sicari sulle tracce di un cercatore d’oro, al quale dovranno estorcere la formula chimica, utile per riconoscere il prezioso minerale, Charlie ed Eli iniziano il loro lungo viaggio verso la California; il primo su un cavallo scattante e vigoroso, il secondo su un ronzino dal nome Tub (trad. tinozza): una sorta parodia di Don Chisciotte e del suo fido scudiero.

Gli episodi che tracciano le tappe del lungo inseguimento, prendono così i tratti del romanzo picaresco, di cui appaiono i principali ingredienti: la narrazione apparentemente autobiografica, in cui il protagonista espone le proprie avventure dalla nascita alla maturità; il tono semiserio, espresso con uno stile misto, burlesco o eroicomico, pieno di contrasti tra il comico ed il tragico; la cronaca di viaggio con fatti verosimili contrappuntata da dati storici credibili, come l’uso smodato dello spazzolino da denti messo in atto dal protagonista nei momenti di tregua tra un ammazzamento e l’altro. L’iniziazione alla società si caratterizza per un fatto sfortunato, a cui seguono una serie di peripezie: soltanto dopo molte azioni riprovevoli, come uccidere, rubare, ubriacarsi, l’intrinseca bontà dei protagonisti potrà manifestarsi, conducendo la storia ad un esito di successo.

Dunque sia il romanzo, sia il film possono essere compresi come opere di formazione, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, il riscatto da un mondo ostile, tragico alla riscoperta del calore degli affetti familiari.

Lungo tutto il viaggio, quasi a tracciare un filo di continuità tra la vita sognata, quella tranquilla di gente onesta che può permettersi di vivere del proprio lavoro, ed invece la realtà spietata di morte e di smarrimento di ogni valore umano, compare un immacolato scialle rosso, che Eli estrae dalla sua bisaccia nei momenti di maggiore sconforto e solitudine.  Un autentico oggetto transizionale, a cui lo spietato pistolero affida tutta la sua brama di riscatto e di consolazione.

Nel cast, Joaquin Phoenix interpreta Il fratello Charlie, l’attore Riz Ahmed, Hermann Kermit Warm, il chimico cercatore d’otro e Jake Gyllengall il personaggio John Morris, il sognatore di una nuova civiltà basata su valori di fratellanza universale. Ideali ed aspirazioni, destinati a naufragare, al confronto del legame di fraternità vissuta concretamente dai fratelli Sorelle.

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Anche Joaquin Phoenix nel cast di The Sisters Brothers, ora in sala dopo il successo a Venezia75

Il film che ha già ottenuto un importante riconoscimento alla Mostra del Cinema di Venezia 2018, il Leone d’argento per la miglior regia, presenta immagini e suoni davvero di forte impatto emotivo: coinvolgono lo spettatore accompagnandolo per mano a ripercorrere l’epopea di un favoloso West, metafora di una ricerca interiore più preziosa dell’oro stesso.

di Daniela Ponti