Yasmin Lander, giovane londinese di 29 anni, ha un sogno, che coltiva dall’età di 5 anni: quello di diventare una wrestler professionista. Il padre le permetterà sin da bambina di restare sveglia fino a tardi per poter guardare gli incontri alla tv. Seduta sul divano della casa dei suoi genitori, ritagliando immagini dei suoi beniamini del ring, è guardando quegli eroici lottatori che Yasmin deciderà di provarci arrivata ai 14 anni. Fino a diventare una delle principali rappresentanti delle EVE Champions, la lega inglese che raccoglie le wrestler donne profeessioniste del Regno Unito.

Questa la storia vera raccontata nel documentario della regista Katharina Kraft, presentato in concorso al Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions, nella sezione Real Lovers (dedicata ai documentari internazionali). La Kraft ci porta all’interno di un mondo fortemente maschile, ma facendocelo conoscere e assaporare dal punto di vista di una giovane donna, che dedica tutta la sua vita, le sue ambizioni e le sue energie (fisiche come psicologiche) al raggiungimento dell’obiettivo di entrare a farne parte. Nel suo percorso che la porterà, nel 2017, a diventare una wrestler professionista, la Lander sa di dover fare in primis un lavoro su se stessa, sul suo sentire profondo e sul suo modo di mostrarsi a colleghi e pubblico.

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La storia della wrestler Yasmin Lander (aka Charlie Morgan) raccontata nel documentario Eye Candy (K. Kraft, 2019)

Questo la porterà a interpretare diversi personaggi ed a cambiare più volte ring name (nome di battaglia sul ring, NdA), partendo da Penelope, passando per Lady Penelope in una fase di maturazione anagrafica e arrivando a vestire i panni, a lei più congeniali di Charlie Morgan, nome che le farà raggiungere i successi tanto agoniati ed ad ottenere il titolo di campionessa della EVE Champions, il più importante torneo di wrestling del suo paese.

Oltre che attraverso il percorso di preparazione atletica che l’ha guidata nel corso della sua carriera sportiva, la regista ci guida nei meandri della mente di Yasmin/Charlie Menson, lungo il cammino che l’ha portata a prendere piena consapevolezza di sé, anche dal punto di vista sentimentale. La wrestler, infatti, è giunta solo di recente alla piena accettazione del suo essere lesbica, facendo coming out solo recentemente, nel 2017. In una toccante scena, girata a camera fissa su di lei che si racconta intimamente, abbracciando un cuscino come a volersi sentire protetta, è la stessa protagonista del documentario a raccontare che non era consapevole di quale fosse il suo reale indirizzo sessuale. Dichiara, infatti, di aver avuto una lunga relazione con un ragazzo, vedendo come possibile futuro per lei una vita insieme, fatta di convivenza, figli, responsabilità. Ma sentendo sempre come prioritario più che l’ab bandonarsi ai sentimenti la perseveranza nell’obiettivo di diventare una lottatrice. Non so cosa farei se non potessi più combattere. Una frase che Yasmin ripete spesso. Uno stile di vita, quello della lottatrice, che impernia la sua quotidianità.

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Charlie Morgan fa il suo coming out nel 2017, anno in cui diventa wrestler professionista. 

Una condizione che le fa però provare un forte senso di solitudine, sentendosi pienamente realizzata solo una volta che è salita sul ring. Il cambiamento avviene quando affronta il riflesso di se stessa allo specchio. E non riesce più a riconoscersi. In quel momento nasce Charlie Morgan, che, volutamente, opta per un look alla Million Dollar Baby, per apparire più grintosa. Ma che le permette anche di esprimere quella nuova consapevolezza del suo corpo. Superando il timore di non essere compresa dai suoi genitori, in primis, ma anche l’angoscia di non essere accettata dai suoi promoter e colleghi di ring. Smettendo di fingere di essere un’altra, sia di fronte allo specchio che in combattimento, Yasmine trova anche il coraggio di aprirsi all’amore. Trovando in una sua coetanea quel sostegno emotivo che fino a quel momento le era mancato.

Tutto il documentario, girato con una costante alternanza tra primi piani a camera fissa per raccontare la storia di Charlie Morgan e dinamici e serrati piani americani per rappresentare il mondo del wrestling in cui si muove la protagonista, pare improntato alla volontà di sottolineare il coraggio di questa ragazza, sensibile e determinata donna in un mondo estremamente maschile. Che combatte cotro ogni finzione (sottolineando come sia necessaria una rigida preparazione atletica così come che gli infortuni siano frequenti e dettati dalla forza che le atlete portano sul ring). Alla ricerca della sua realizzazione professionale. Che le permette di trovare anche se stessa.

di Joana Fresu de Azevedo