Julie Andrews Leone d’oro alla carriera alla 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, annuncia un Comunicato dell’Ufficio Stampa della Biennale di Venezia. E subito ti vengono in mente film come Mary Poppins  e Tutti insieme appassionatamente, ma anche Victor Victoria. Il Mary Poppins è, ovviamente, il primo, del 1964, diretto da Robert Stevenson. Julie Andrews è una Mary Poppins che scende dal cielo con un ombrello. Facendo la gioia dei bambini di casa Banks dopo che la governante aveva dato le dimissioni. In casa Banks starà per una settimana, ma porterà la serenità in famiglia. La Andrews è il vero perno di questo film che conquistò il pubblico con scenografie piacevoli e canzoni molto gradevoli, incassando 45 milioni di dollari soltanto sul mercato nordamericano. Julie Andrews fu premiata con l’Oscar ed il film conquistò altre quattro statuette: musiche, canzone Chim Chim Cheree, montaggio ed effetti speciali.

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Julie Andrews in una scena da Mary Poppins

Maggior successo ebbe Tutti insieme appassionatamente (1965) che con i suoi 79.800.000 dollari, anch’esso soltanto sul mercato nordamericano, fu in testa agli incassi di tutti i tempi (esclusa l’Italia) battendo il primato di Via col vento, e vinse cinque Oscar: film, regia, montaggio, adattamento musicale, suono. Anche qui, la Andrews è una governante, un’istitutrice  in una casa di sette bambini. Quelli del  barone Von Trapp che, vedovo, s’innamora della giovane  che porta  serenità in casa  insegnando  ai pargoli, anche l’allegria  di ballare. E, aiutando, poi tutta la famiglia a lasciare l’Austria (siamo negli anni Trenta) invasa dai tedeschi e a passare in Svizzera. Un film in chiave di musical in cui Julie Andrews mostra tutto il suo talento, anche cantando. Un ruolo di cantante che poi riveste in Victor Victoria (1982), una commedia brillante di Blake Edwards.  Siamo negli anni Trenta a Parigi. Victoria, una cantante in miseria  s’inventa, su suggerimento di un amico gay, un ambiguo personaggio per ritrovare il successo: fingerà di essere un  uomo che si traveste da donna. Come cantante ritroverà il successo, ma  farà anche innamorare sia gli uomini che le donne. Il film è risultato una delle migliori commedie degli anni Ottanta, e l’attrice travestita da donna è un  vero spasso: nomination all’Oscar. Tanti ancora i ruoli brillanti nella carriera della Andrews. Sempre con Blake Edwards, che diventerà anche suo marito, Operazione Crèpes Suzette (1970), Il seme del tamarindo (1974), S.O.B (1981), ma anche E io  mi gioco la bambina (1980) di Walter Bernstein con un irresistibile Walter Matthau.

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Julie Andrews con  Walter Matthau in E io mi gioco la bambina

Non solo commedie brillanti nella carriera di Julie Andrews. La vediamo  nel thriller di Hitchcock Il sipario strappato (1966) dove riveste il ruolo della fidanzata di Paul Newman, uno  scienziato americano che finge di voler chiedere asilo politico nella Germania orientale per carpire segreti atomici: la getta  però nel panico perché lo crede semplicemente un traditore.

Una carriera straordinaria che ha indotto il Direttore della Mostra di Venezia Alberto Barbera a proporle il Leone d’oro alla carriera, come riconoscimento ad un’attrice che ha saputo conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a compromessi. Nell’accettare la proposta, Julie Andrews ha dichiarato:

Sono  molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’oro alla carriera. La Mostra  del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio la Biennale per questo riconoscimento  del mio lavoro e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione cosi speciale.

E siamo sicuri che anche il popolo della Mostra veneziana  sarà lieto di applaudirla calorosamente. Cosi come una grande attrice merita.

di Paolo Micalizzi