Quella di Gene Kelly che Cantando sotto la pioggia balla riparandosi con un ombrello in una strada piena di pozzanghere di New York è un’immagine indelebile nella memoria dello spettatore cinematografico, ma anche televisivo visto che periodicamente quel film viene riproposto sul piccolo schermo. L’attore americano esprime cosi la sua felicità cantando la canzone diventata mitica Singin’ in the Rain. E’ una delle scene più belle del  film Cantando sotto  la pioggia diretto nel 1952 da Stanley Donen, un musical  che  ebbe, al suo apparire, grande successo e due nomination all’Oscar.  Il film  rievoca il passaggio tra il cinema muto e quello sonoro e vediamo Gene Kelly  ballare con il suo amico  Donald O’ Connor ed amoreggiare con Debbie Reynolds. Scene perfette e deliziose.

 

 

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Una scena da Cantando sotto la pioggia

La scomparsa, avvenuta sabato 3 febbraio, a 94 anni,  ci ha riportato subito alla mente l’immagine di quel film. Che è mitico, cosi come lo sono altri film di questo geniale regista statunitense che ha esordito come ballerino a New York nella commedia  musicale Pal Joey in cui lavorava anche Gene Kelly, con il quale avrà un lungo sodalizio dirigendo all’inizio le coreografie di due film da lui interpretati: Fascino (1944) di Charles Vidor e Due marinai e una ragazza (1945) di George Sidney. Due film che lo convinsero a passare alla regia. Nacquero Un giorno a New York (1949) e, appunto, Cantando sotto la pioggia, diventati due classici del musical.  Cosi come un classico è un altro film diretto da Stanley Donen, Sette spose per sette fratelli (1954), variante western  del musical  con protagonisti sette rudi boscaioli che dopo il matrimonio di uno di loro vogliono prendere moglie ed organizzano un rapimento, proprio come fecero i romani con le sabine. Una valanga impedisce ai parenti di raggiungere le rapite. Quando passa l’inverno e possono raggiungerle, padri, fratelli ed ex fidanzati, troveranno le ragazze innamorate dei loro “rapitori”. Ne verrà fuori un matrimonio generale. Un film divertente con una scena centrale, quella della festa che comincia con una leggiadra  danza western per finire in una vera sfida di acrobazia  e di muscoli. Uno spettacolo affascinante, dai toni comici irresistibili, con otto balletti  che rendono il film un musical di grande rilievo, indimenticabile.

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Stanley Donen realizza il western-musical Sette spose per sette fratelli nel 1954 

Da ricordare anche Cenerentola a Parigi (1957) dove per la prima volta dirige Audrey Hepburn affiancandola al celebre attore e ballerino Fred Astaire: un  musical di classe a metà tra la favola e l’operetta.  Ma Stanley Donen è da ricordare anche come un  regista di commedie brillanti: L’erba del vicino è sempre più verde (1960) con interpreti di classe come Cary Grant, Deborah Kerr, Robert Mitchum e Jean Simmons, ma soprattutto il giallo-rosa Sciarada (1963) dove a Cary Grant si affiancano la deliziosa Audrey Hepburn e l’irresistibile comico Walter  Matthau. Un film che ruota attorno all’uccisione del marito di una giovane signora parigina , con il quale stava divorziando, avvenuto in circostanze misteriose. La musica,  coinvolgente e indimenticabile, è di Henry Mancini che compone anche quella di un altro film  di Donen, Due per la strada (1967). Una commedia sofisticata  che vede insieme alla sempre affascinante Audrey Hepburn un raffinato Albert Finney.  Un film brillante, cosi come lo è  Il boxeur e la ballerina (1978), che può essere considerato il suo film – testamento con cui chiude una brillante carriera cinematografica. Un ritorno di Stanley Donen ai vecchi double bill (due film da vedere  con uno stesso biglietto, uno dopo l’altro) in voga negli anni Trenta: una  vicenda drammatica – gangsteristica ed un commedia musicale. Un ritorno al suo gusto per il cinema brillante.

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Nel 2004 Sophia Loren consegna a Stanley Dolen il Leone d’Oro alla carriera

 

Nel 1998 gli è stato reso omaggio con l’Oscar alla carriera, ma anche la Mostra di Venezia non si è dimenticata di lui assegnandogli nel 2004 il Leone d’Oro, sempre alla carriera. A consegnarglielo è stata Sophia Loren che Donen diresse in Arabesque (1966),un film di spionaggio dove l’attrice italiana lavora insieme a Gregory Peck. Alcuni suoi film meriterebbero, ed è anche un augurio, di essere restaurati e rilanciati cosi come oggi avviene per tanti classici.

di Paolo Micalizzi