Il regista  Michelangelo Antonioni aveva in progetto negli anni Cinquanta di fare un film in Brasile. Lo riferisce l’ultimo numero della Rivista Cabiria. Il critico e storico  del cinema Adriano Aprà mentre faceva ricerche all’Archivio di Stato di Roma si è imbattuto nel soggetto ed in altri documenti riguardanti il progetto del film Le foglie rosse (1954) previsto per la regia di Michelangelo Antonioni e scritto da Sergio Amidei, noto soggettista e sceneggiatore , al quale Gorizia dedica da anni un Premio, che è tra i collaboratori del mitico Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini.

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Michelangelo Antonioni e Federico Fellini in un’immagine di repertorio.

Antonioni, in effetti, si era già interessato al Brasile, tanto che già voleva realizzare, ma il progetto non andò avanti, un documentario – lungometraggio dal titolo Festa a Rio e nella foresta amazzonica brasiliana erano anche previste alcune scene del film Tecnicamente dolce, anch’esso non realizzato ma di cui è stata pubblicata la sceneggiatura : erano scene che volevano dare il senso di una foresta impenetrabile, mentre nel film Le foglie rosse la foresta era più percorribile nel fiume che l’attraversava. Le foglie rosse racconta di un barbuto tenente della polizia brasiliana, fortemente indebitato al gioco, che è indotto ad impossessarsi di un favoloso diamante rubato, che egli dovrà portare al compratore, l’uomo che l’ha volutamente impelagato in quella vischiosa situazione, a Belem do Parà, verso le foci del fiume Araguaya che costeggia il Mato Grosso. Per venire a capo della rischiosa impresa, il tenente si imbarca su di una canoa insieme alla sua compagna incinta, un  ex prigioniero che aveva strangolato la moglie ed una prostituta. Sulle sue tracce si mette un delegato delle miniere cui è stato sottratto il diamante. La navigazione è pericolosa  per la comparsa di uomini feroci dediti alla caccia ed alla rapina. Ne scaturiranno delle vicende  drammatiche e violente per diventare unici possessori del diamante. Ma esso rimarrà per sempre nelle acque del  fiume attaccato al braccio staccato del  tenente, ricomparso all’improvviso, ucciso dalle frecce di una tribù. Un allucinante dramma umano in un paesaggio suggestivo. La lavorazione del film era prevista fra l’ottobre 1954 e gennaio 1955 (quando in Brasile è estate) ma il film non fu realizzato, malgrado Michelangelo Antonioni  pare avesse  fatto dei sopralluoghi. Ad interpretarlo doveva essere il popolare Raf Vallone.

di Paolo Micalizzi