Le seconda selezione di corti, (sala Ambasciatori, lunedì 21 gennaio) è iniziata con uno strepitoso fuori concorso: Cartolina de Momjan (Croazia, 2018) di Igor Bezinović. In cinque minuti esatti l’autore ci descrive alla perfezione il paese di Momiano, Istria, la cui popolazione non raggiunge i 300 abitanti. Una voce fuori campo, compassata e ben scandita, descrive in dialetto istriano, fratello gemello del dialetto triestino, ogni segno significativo di questo borgo. I contenuti, di certa evidenza scientifica, in linea con gli ultimi studi di semiotica del paesaggio, sono valorizzati dal suono della lingua locale, ulteriore elemento di lettura e comprensione del territorio.

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Immagine da Cartolina da Momjan di Igor Bezinović

Tutto parla in questo paese, soprattutto quello che non ci si aspetta. Il film, in cui non compaiono umani ma solo oggetti di loro appartenenza, è esilarante: il pubblico in sala non ha smesso un attimo di ridere. Il genio sta nel fornire una universale chiave di lettura dei luoghi, un modello inossidabile di descrizione del territorio a mezzo cinema, valido per qualunque contesto, sotto una facciata solo in apparenza vernacolare.

Dopo questo exploit era un po’ difficile tenere il punto, in una selezione comunque meno incisiva di quella precedente (20 gennaio). Un bel film di animazione, Bobo (Croazia, 2018) di Andrej Rehak, si inserisce nel filone poetico/fantastico con belle immagini e una storia tenera, che discende direttamente dai sogni infantili. Pokój studentowi, tanio (Polonia, 2018) di Rafal Samusik racconta uno strano triangolo composto da una affittacamere vecchia, tignosa e dalle pretese assurde, uno studente che deve lasciare la stanza ed il padre del ragazzo che interviene per salvare la situazione. Elegante nel suo bianco e nero che aggiunge sempre quella patina chic, il film crea numerose aspettative, in gran parte disattese. Sullo sfondo la musica di Chopin, dalla quale ci si attende qualche rivelazione che non avverrà. Kaukazas (Lituania, 2018), di Laurynas Bareiša è una storia di ansia, non del tutto fondata, descritta senza pathos.
Questa selezione ha completato il notevole concorso dedicato ai cortometraggi che ha visto vincitore, con grande merito, il bel corto ungherese Last Call, della giovane regista Hajni Kis.

di Daniela Goldoni