Quando finiscono in buone mani, i film on the road non deludono mai. E’ il caso di Tlumocnik – L’interprete, che ci racconta la storia di una strana coppia di anziani signori che, attraverso un viaggio dall’Austria alla Slovacchia, ricostruiscono il loro difficile passato. Ali, interprete di mestiere, si reca a Vienna alla ricerca dell’ufficiale nazista responsabile della morte dei suoi genitori. Intende ucciderlo, armato di una pistola che ha  aggiunto con cicospezione al suo bagaglio. Nel bell’appartamento della vecchia Vienna, in cui immagina di trovare il vecchio aguzzino, trova invece il figlio, Georg, un insegnante di lingue in pensione che, pur recalcitrante, decide di seguirlo in questa penosa avventura.

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Peter Simonischek e Jiri Menzel sono gli attori protagonisti di Tlumocnik

I due uomini non potrebbero essere piu’ diversi, preciso, ordinato e quieto il primo, esuberante e un po’ gradasso il secondo. In contesti sociali, storici e umani del tutto diversi, i due ricordano, nei caratteri cosi’ contrastanti, i protagonisti del Sorpasso, il timido Trintignant e lo smargiasso Gassman. Il viaggio si snoda tra incontri di ogni genere, tra tutti il piu’ garbato quello con due sbolinate estetiste/massaggiatrici il cui sviluppo svicola con eleganza dalle  ovvie conclusioni che si potrebbero presumere, disavventure in alberghi fuori dal mondo, imprevisti causati dai permanenti stati di ebbrezza di Georg, fino alla conclusione negli archivi di un villaggio che confermano una verita’ che conosciamo, accresciuta da testimonianze di sopravvissuti.

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Gli stani incontri di Ali e Georg durante il loro viaggio.

Se Georg dovrà scendere a patti con una pesante eredità negata, Ali troverà quello che cercava, forse anche una dimensione di se stesso che non conosceva.  Con mano leggera ma incisiva il regista  Martin Sulik riesce a raccontarci con rispetto e credibilità il difficile rapporto tra due anziani che non potrebbero essere più diversi, ma aggiunge anche un nuovo tassello alla storia della persecuzione nazista contro gli ebrei.  Ali è intepretato dal regista ceco Jiri Menzel, premio Oscar  come miglior film straniero per Treni strettamente sorvegliati (1966). Dà vita ad un personaggio all’apparenza tutto d’un pezzo, che fa presumere pochi margini di trattativa, con humor e sottile ironia. Il suo antagonista, l’attore austriaco Peter Simonischek, risponde con sensibilità, lavorando alla destrutturazione del proprompente Georg con continui, impercettibili scarti di modi ed espressioni.

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Il Politeama Rossetti, una delle location del Trieste Film Festival.

La magnifica sala trapunta di stelle del Politeama Rossetti, colma di un pubblico attento e stabile, ha risposto con applausi non di convenienza alla proiezione.

Film Credits:

Tlumocnik
L’interprete, Slovacchia-Rep. Ceca-Austria, 2018, 113′
Regista: Martin Sulik

di Daniela Goldoni