Marcello Mastroianni è una figura cosi saldamente scolpita nel nostro immaginario che per riconoscerlo basta un’ombra del suo profilo. Cosi è scritto nel primo capitolo del volume  che accompagna la Mostra a lui dedicata allestita all’Ara Pacis di Roma dalla Cineteca di Bologna, la cui chiusura è prevista il 17 febbraio. Ed è proprio l’ombra del  profilo  di Marcello Mastroianni che si staglia all’inizio del percorso della Mostra che accoglie il visitatore facendolo subito immergere nell’universo di quest’attore molto amato dal pubblico, un vero mito. Oltre 140 i film da lui interpretati, a partire da I miserabili di Riccardo Freda del 1947, anche se il suo vero debutto avviene con 3 film, di Luciano Emmer,  girati tra il 1950 e il 1952: Domenica d’agosto, Parigi è sempre Parigi, Le ragazze di Piazza di Spagna.

Nella Mostra c’è testimonianza con fotografie, locandine,  cimeli, sequenze, i dietro le quinte dei suoi film più importanti. Ed un Focus particolare sul suo sodalizio con Federico Fellini con ricca testimonianza su capolavori come La dolce vita e 8e1/2: Tra loro c’era qualcosa  d’istintivo, tanto erano vicini, ebbe a dichiarare l’attrice Anouk Aimée, aggiungendo: Non si sapeva dove finiva Fellini e dove iniziava Mastroianni.  Ma anche il lungo rapporto con Sophia Loren con la quale ha interpretato  ben 12 film, da Peccato che sia una canaglia (1954) di Alessandro Blasetti  a Pret – à porter (1994) di Robert Altman passando per grandi successi come Matrimonio all’italiana (1964) di Vittorio De Sica e Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola.

allestimenti-mostra-mastroianni-13-1-maxw-654
Una delle installazioni che è possibile vedere alla mostra all’Ara Pacis, fino al 17 febbraio.

Spiccano poi fotografie, tanto per citare alcuni film, di Giorni d’amore (1954)  di Giuseppe De Santis, Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti, La notte (1960) di Michelangelo Antonioni, Cronaca familiare (1962) di Valerio Zurlini, I compagni (1963) di Mario Monicelli, La decima vittima (1965) di Elio Petri, Break up- L’uomo dei cinque palloni (1965) di Marco Ferreri, Scipione detto anche l’Africano (1971) di Luigi Magni, La pelle (1981) di Liliana CavaniViaggio all’inizio del mondo (1997) di Manoel de Oliveira sul cui set Anna Maria Tatò ha realizzato il documentario Mi ricordo, si, io mi ricordo (1997) che costituisce il testamento  di Marcello Mastroianni e che è il filo conduttore  della bellissima Mostra della Cineteca di Bologna.

di Paolo Micalizzi