Allora, sono un anatomo-patologo o, come noi del mestiere amiamo definirci, un patologo e basta. Sappiate che: non sono il medico dei morti, non faccio autopsie tutti i giorni, non so riconoscere una larva di Hyposmocoma Molluscivora tirandola fuori dall’orecchio della vittima e non faccio le autopsie con le scarpe di vernice o con il tacco 12. Con i patologi l’ho data persa, nessuno parlerà mai di noi e io continuerò a suscitare ribrezzo alle persone quando svelerò la mia professione (ah, che schifo ma come fai con i morti?!, ah bel lavoro che fai and so on). Invito tutti coloro che sono interessati a sapere chi è, cosa fa e soprattutto cosa significa essere un patologo a leggere L’ultima diagnosi di Arthur Hailey, romanzo definitivo dedicato al nostro lavoro. In sintesi cosa fa un patologo? Avete presente quando vi togliete un neo il referto con scritto Nevo melanocitico composto; margini di escissione indenni: ecco quello lo fa il patologo. Il patologo dà il nome alle malattie, esamina i tessuti con vari metodi e formula diagnosi. Quello che avete in mente voi è il Medico Legale. Cioè anche il patologo fa le autopsie ma sono pochissime e in casi particolari. Però a volte parliamo con loro, abbiamo a che fare con loro e in fondo siamo molto simili: sociopatici, secchioni schifosi, nerd e psicologicamente instabili. Il patologo non attira il cinema hollywodiano, a chi gliene frega di vedere uno che riceve 1 centimetro di cute e dopo 2 giorni fa diagnosi di nevo? Non ci sono morti, non c’è pathos (secondo loro) quindi non c’è nessun fascino.

Per cui dopo anni di frustrazione ho deciso di scrivere un articolo sui medici legali nelle serie tv. I film li trattano poco, non c’è tempo di approfondire uno sparareferti un po’ autistico, meglio approfondire le promiscue relazioni e gli amletici dubbi del detective alcolizzato di turno. La serie invece è costretta a riempire tempi morti e quindi può concedere tempo anche ai topi da sotterraneo che d’ora in poi chiamerò anatomopatologi solo per non creare scompenso nel lettore. Da tassonomista professionista seguirò i seguenti criteri: realismo scientifico della serie e verosimiglianza psicologica del personaggio. La media matematica delle due variabili determinerà la valutazione finale, espressa in decimi. Verranno escluse serie tv mediche senza anatomopatologo.

BODY OF PROOF

IMG_20181230_123259
Megan Hunt (Dana Delany), protagonista di Body of proof

Serie Tv ambientata ai giorni nostri a Philadelphia. Protagonista una Barbie legale di mezza età, Megan Hunt (Dana Delany), perennemente in tacco 12, rossetto e rimmel con problemi di parestesia post-incidente d’auto. Per quanto il profilo psicologico del personaggio possa anche apparire simpatico al neofita, il tacco 12 in sala autoptica e l’invariabile colpo di genio partorito in ogni puntata senza consultare la minima traccia di libri, articoli o giornali medici ne minano gravemente la credibilità. I casi sono anche possibili, ad eccezione della grottesca epidemia di Virus di Marburg (fratellastro dell’ebola) inspiegabilmente riconosciuto con un apocalittico ritardo dai maggiori esperti infettivologi del CDC (Center for Disease Control di Atlanta), che uccide ogni velleità di veridicità della serie. Megan per quanto abbia punte di severità e scatti d’ira è decisamente troppo stabile per essere una patologa. Punto a favore della serie è il rapporto di gelosia tra la Barbie bruna (Megan) e la Barbie bionda (Kate/Jeri Ryan), sua capa.
Scienza: 6 / Psicologia: 6 / Voto totale: 6

THE BROKENWOOD MYSTERIES

IMG_20181230_123720
Gina Kadinsky opera in The Brokenwood Mysteries

Gina Kadinsky (Cristina Serban Ionda) è una russa, medico legale, che si trova ad esercitare la sua professione a Brokenwood, paesino neozelandese dove il tasso di criminalità annua è ai vertici mondiali, insieme a Cabot Cove, Cleveland, Bogotà e Scampia. Gina è decisamente kitsch, con un tocco di horror sovietico di sottofondo ma sul lavoro non transige. È innamorata del protagonista Mike Sheperd che però non ricambia, scottato da un numero di divorzi secondo solo ad Enrico VIII.
Scienza: 7 / Psicologia: 8 / Voto totale: 7½

NERO A META’

IMG_20181230_124018
Angela Finocchiaro, la Giovanna di Nero a metà

Dunque, tecnicamente in questa serie di patologhe ce n’è due Alba e Giovanna. Stendendo un velo pietoso su Alba (Rosa Diletta Rossi), buona per fare la dottoressina in un libro di Moccia; è Giovanna (Angela Finocchiaro), la vera star della serie. Il personaggio è perfetto: sociopatica, fatalista, dalla battuta tagliente, vagamente acida e del tutto incapace di provare un qualsiasi sentimento di empatia nei confronti della vittima, la copia più verosimile di patologo presente sulla piazza. Dal punto di vista scientifico Alba è tendenzialmente distratta e superficiale, trascinata dai suoi continui traslochi per motivi sentimentali mentre Giovanna è poco coinvolta nei casi, peraltro non particolarmente difficili. Ricostruirà però con non poco sforzo uno scheletro, impresa titanica svolta quasi interamente dietro le quinte.
Scienza: 8 / Psicologia: 10 / Voto totale: 9

IL COMMISSARIO MONTALBANO
Probabilmente se faccio il patologo un po’ di imprinting dal dottor Pasquano (il compianto Marcello Perracchio) l’ho avuto, d’altronde la metà degli anni Novanta ha rappresentato l’ouverture della medicina e dei topi di laboratorio nelle serie tv: ER, CSI, Montalbano, Law & Order. Provate a ricordare se prima di queste serie si annovera qualche figura di medico di corsia (a parte il leggendario Dottor Kildare) o di patologo. Pasquano è un medico serio, professionale, con una esperienza di quelle che ci si costruisce in anni e anni di lavoro. Uomo burbero all’ennesima potenza concede un numero variabile da uno a due-tre domande a Montalbano sulla causa del decesso, salvo poi irreparabilmente congedarlo a male parole.

IMG_20181230_124333
Marcello Perracchio, l’indimenticato attore che ha dato il suo volto al Dottor Pasquano ne Il commissario Montalbano

Elaboratore di diagnosi secche e indiscutibili Pasquano guida Montalbano alla soluzione del caso a partire dalle cause della morte, senza permettere che il commissario possa in alcun modo influenzare le sue conclusioni diagnostiche. L’uomo ha solo due punti deboli: il babà e il gioco d’azzardo. Certo, realisticamente nessun medico oggi potrebbe comportarsi con un rappresentante delle forze dell’ordine come fa Pasquano, forse trent’anni fa, ma fa parte di un personaggio che resterà inimitabile e ci mancherà tanto.
Scienza: 9 / Psicologia: 8 / Voto totale: 8½

ROCCO SCHIAVONE

IMG_20181230_124757.jpg
Massimo Reale è il dottor Fumagalli nella serie Rocco Schiavone

Nel commissariato impossibile di Aosta il vicequestore Schiavone, circondato da irrecuperabili incapaci, trova nel dottor Fumagalli (Massimo Reale) un anatomo-patologo fenomenale facente funzione di medico legale. Toscanaccio di matrice rinascimentale, il Fumagalli spazia da una conoscenza rischiatuttiana del ciclismo alla musica (che ascolta senza sosta al lavoro) alla conoscenza di muschi, licheni e funghi. Serissimo professionista dalla diagnosi incontestabile e mai sbagliata, il Fumagalli pecca di qualsiasi forma di empatia e pulizia sul lavoro minandone la credibilità, soprattutto per l’aspetto igienico. Ma i dialoghi con Schiavone sono da oscar.
Scienza: 7 / Psicologia: 10 / Voto totale: 8

CSI
La serie del riscatto di noi toporagni di laboratorio. Le facoltà di Biologia, Biotecnologia, Veterinaria, Medicina, Chimica, Farmacia devono ringraziare più CSI degli sterili Open Days a cui sottopongono i malcapitati studenti.

IMG_20181230_125430.jpg
Il dottor Robbins di CSI

Il patologo di CSI, il dottor Al Robbins (Robert David Hall) è anziano e costretto a camminare con una stampella, passatagli evidentemente dalla indimenticabile dottoressa Kerry Weaver (Laura Innes) di ER, per cui spesso è costretto a mandare sul luogo del delitto il suo assistente David Phillips. Robbins è un medico legale serio e rispettabile e ha un ottimo rapporto con i suoi colleghi tuttavia non è un personaggio indimenticabile. Sulla scienza di CSI stendo un affettuoso velo pietoso: ho adorato ogni minuto delle prime due serie ma alla quarantesima volta del pelo della gamba lasciato nella microscopica spaccatura del legno di quercia dell’angolo della sedia nella cucina della vittima dove l’assalitore, rigorosamente con i guanti ma in pantaloncini, ha lasciato l’unica traccia dopo un po’ stufa.
Scienza: 6 / Psicologia: 7 / Voto totale: 6½

RIPPER STREET

Ambientato nella fumosa Londra di fine Ottocento, immediatamente dopo la fine della terribile serie di omicidi commessi da Jack the Ripper (tanto per cambiare un medico con ottime nozioni di anatomia) la squadra dell’ispettore Reid ha il suo asso nella manica nel Dr. Jackson.

IMG_20181230_130214.jpg
Il Dr. Jackson in Ripper Street

Americano, alcolista, fumatore, donnaiolo Jackson è una vera rockstar del diciannovesimo secolo. Tanto debosciato nella vita di tutti i giorni Jackson si trasforma in sala settoria, dove a mani nude e con la sigaretta in bocca lo vediamo esercitare la professione medica in modo magistrale. Abilissimo tanatologo conosce anche la chimica, la farmacologia, l’anatomia patologica e la medicina di laboratorio ed è il vero genio dei tre protagonisti. Nella quarta serie riceverà con suo grande orgoglio un laboratorio all’avanguardia assoluta della tecnologia dell’epoca. La sua credibilità professionale è assoluta, anche se di tanto in tanto ho il sospetto che sia anche troppo avanti per l’epoca. Sotto sotto è il mio patologo preferito.
Scienza: 9 / Psicologia: 9 / Voto totale: 9.

THE KNICK

IMG_20181230_130129
Clive Owen è il Dr. Thackery in The Knick

Menzione speciale al Dr. Thackery (Clive Owen) che assume la guida del Knickerbocker Hospital di New York nel 1900. Chirurgo di fama mondiale, da vero uomo ottocentesco si occupa della medicina a tutto campo, compreso il laboratorio dove studia assiduamente l’anatomia patologica per perfezionare la sua tecnica sul tavolo operatorio. La sua storia di dipendenza da oppio e da cocaina è però noiosa e finisce con il rovinare la serie.

Scienza: 7½ (era 8 ma l’autointervento dell’ultima puntata è inutilmente kitsch e ridondante) / Psicologia: 5 / Voto totale: 6+

LAW & ORDER
Nel sistema penale, lo Stato è rappresentato da due gruppi distinti, eppure di uguale importanza: la polizia, che indaga sul crimine, e i procuratori distrettuali, che perseguono i criminali. Queste sono le loro storie.

IMG_20181230_130823Li dovevo mettere. Ormai li so a memoria. Il numero di puntate che ho visto di Law & Order è secondo solo al numero di volte che ho ascoltato i Pink Floyd. I medici legali sono freddi e professionali, spesso hanno parti molto brevi ma importanti ai fini della storia. La credibilità è totale, d’altronde la serie, che non sbaglia mai un colpo, si basa spesso su fatti di cronaca nera americana realmente accaduti.
Scienza: 10 / Psicologia: 6 / Voto totale: 8

THE TERROR

IMG_20181230_131204
Nella spaventosa serie prodotta da Ridley Scott sono presenti ben tre medici a bordo delle navi HMS Erebus e HMS Terror: l’arrogante Dr. Stephan S. Stanley, l’illuminato Dr. Alexander McDonald e il Dr. Harry Goodsir (Paul Ready). Goodsir è il vero protagonista della serie, è un giovane timido e inesperto. Condurrà nelle prime puntate un’autopsia magistrale, attualmente una delle migliori in assoluto nella medicina da cinema, e rivestirà un ruolo chiave nello svolgimento della trama. È uno dei pochi che copre il volto del cadavere in sala settoria.
Scienza: 9 / Psicologia: 9 / Voto totale: 9

Ma allora l’anatomo-patologo, quello vero, si vede mai?

HONORABLE MENTION: THE RESIDENT
Serie tv in stile Grey’s Anatomy. Non ho superato i 10 minuti del primo episodio. Ma nel secondo episodio della seconda serie avviene il colpo di teatro: la scena dell’estemporanea, ovvero una diagnosi rapida su tessuto inviato dal chirurgo all’anatomopatologo, ad intervento in corso.

The Resident1Unico momento nella storia del cinema dove si vede un vero anatomo-patologo, un patologo vero patologo che fa il patologo! La resa è ottima, la tensione palpabile, il patologo è finalmente protagonista.

Il nostro eroe ovviamente fa la parte del cattivo, il paziente (ovviamente un bambino, il patologo deve essere supercattivo e superspietato) ha un brutto tumore e il chirurgo deve continuare nell’intervento.The Resident2
Questa immagine, un vetrino digitalizzato viene proiettata al pc, è l’immagine su cui si decide la diagnosi. Peccato che si riferisca a un tessuto perfettamente sano, ma lo sforzo è encomiabile.

di Pat o’ Logouw