Nel 1983 gli attori Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina Marcella Nonni fondano a Ravenna la compagnia teatrale Teatro delle Albe, divenuta negli anni una delle più importanti realtà artistiche della Romagna, i cui spettacoli sono rinomati e richiesti anche a livello nazionale. Nel 1988 si uniscono alla compagnia alcuni griot senegalesi, che arricchiscono gli spettacoli con elementi provenienti dalla tradizione culturale e performativa africana. Tra questi attori africani che entrano nella compagnia ravennata troviamo anche Mandaye N’Diaye.

Oltre alla sua collaborazione con la città di Ravenna e il forte legame che instaura con essa, N’Diaye aveva creato a Diol Kadd, suo villaggio natale, e nella periferia di Dakar, in Senegal, un progetto tra agricoltura, turismo responsabile e teatro, in grado di costruire per i giovani opportunità e alternative concrete all’emigrazione in Europa, mantenendo comunque forte il ponte tra Ravenna e le sue istituzioni così come altre parti dell’Italia. Diol Kadd diventa così, grazie anche al prezioso contributo dell’Assessorato alla Cooperazione Internazionale del Comune di Ravenna e all’Associazione Takku Ligey, fondata dall’attore senegalese, una cittadella del teatro, che ospita anche il centro culturale in cui si svolge il progetto del Laboratorio della Non Scuola, ideatore dello spettacolo teatrale Thioro la bambina scalza, una sorta di storia di Cappuccetto Rosso in chiave africana, che ha avuto anche in Italia diverse repliche.

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L’attore senegalese Mandaye N’Diaye, fondatore dell’Associazione Takku Ligey

E’ questa la scena in cui si svolge il documentario Se accendono le stelle, realizzato da Istant Documentary in collaborazione con il Comune di Ravenna e l’Associazione Takku Ligey. La sapiente telecamera e l’occhio sensibile di Tommaso Valente accompagnano la cooperante Daniela Gatta in una delle sue visite al centro culturale di Diol Kadd. Qui abbiamo modo di incontrare i vari volti che animano il progetto nel piccolo villaggio senegalese, ancora colpito dal fenomeno dell’abbandono rurale e che cercano con le loro iniziative di fare in modo che la comunità trovi nuovi sbocchi di reddito e culturali per non essere costretti ad abbandonare le proprie case.

Attraverso immagini dalla fotografia nitida, che ci permette di cogliere i colori e quasi di percepire i profumi della terra africana, giriamo per le strutture del centro, venendo in contatto con i partecipanti ai vari progetti messi in atto e i suoi operatori. Entriamo a conoscenza della particolare attenzione che nell’ultimo periodo si sta dando alle attività per il rafforzamento nel villaggio del ruolo delle donne, aiutate nella realizzazione di progetti che permettano loro di ottenere un piccolo reddito (e conseguente autonomia) grazie al loro lavoro sartoriale, in collaborazione e con il sostegno di alcune realtà industriali emiliano-romagnole. Perché, come ricordato da Daniela Gatta, le donne sono le gambe su cui cammina il mondo.

Poi ci sono i bambini e i giovani di Diol Kadd, quelli coinvolti sia nei progetti educativi della scuola, che fornisce loro le informazioni e la preparazione per poter trovare nel proprio villaggio le risorse necessarie per la loro realizzazione personale e lavorativa, e che fanno parte della compagnia teatrale che ha come mission quella di tramandare i testi e le opere del recentemente scomparso N’Diaya. I piccoli attori che vediamo in Se accendono le stelle sembrano perfettamente a loro agio anche davanti all’obiettivo di Valente, che li inquadra con rispetto, andando a cogliere ogni singola espressione della loro gioia di far parte di un progetto così importante per la loro comunità locale e per il loro paese in generale.

L’autore di questo bel documentario, Tommaso Valente, ci ha autorizzato a diffondere il video completo del suo film. Ringraziandolo, vi invitiamo a seguire con attenzione le immagini di questo bel progetto capace di unire la Romagna al Senegal.

https://player.vimeo.com/api/player.js Se accendono le stelle from Instant Documentary on Vimeo.

di Joana Fresu de Azevedo