Presentato per il concorso Fuori dal giro al Festival del Cinema di Porretta il documentario Arrivederci, Saigon, della regista Wilma Labate. Precedentemente in concorso alla 75° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, per la sceneggiatura della stessa regista e di Giampaolo Simi e arricchito dalla direzione fotografica di Daniele Ciprí, il film narra la finora sconosciuta storia delle Stars, gruppo musicale formato da 5 ragazze toscane, che nel 1968 salgono su un aereo convinte di partire per un importante tour internazionale che le porterà a suonare nelle e principali città asiatiche. In realtà, si troveranno nel Vietnam del Sud, dove iniziano a suonare per i militari americani.

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Locandina di Arrivederci, Saigon, docu-film di Wilma Labate, in concorso a Porretta Cinema

Questa storia, rimasta nascosta per 50 anni, viene raccontata nel film attraverso i racconti di 4 delle componenti del gruppo: la cantante Rossella Canaccini e le musiciste Viviani TocchellaDaniela Santerini Franca DeniWilma Abate, attraverso queste testimonianze e materiali di repertorio, ricorda quegli anni descrivendo un ambiente di guerra a tratti sessista e razzista, in cui le ragazze si sono trovate loro malgrado a vivere per tre mesi.

La regista è venuta a conoscenza di questa vicenda grazie allo scrittore Giampaolo Simi e ha spiegato:

Quando me ne ha parlato siamo impazziti e abbiamo capito che era una storia fortissima. Non ho più mollato queste signore per 4 o 5 anni, finché ho avuto modo di realizzare il film, grazie al fatto che quest’anno è il cinquantesimo anniversario del ’68.

Alla proiezione a Porretta di Arrivederci, Saigon era presente lo sceneggiatore Giampaolo Simi, che, supportato sul palco dalle domande di Steve Della Casa, ha avuto modo di incontrare il pubblico e raccontare le fasi che hanno portato alla realizzazione del documentario sulla storia delle Stars. Un momento di Q&A molto partecipato, grazie anche alla presenza in sala dei 49 ragazzi che formano la Giuria Giovani, chiamati stasera, 8 dicembre, ad assegnare il Premio Giovani al film in concorso che maggiormente ha saputo attirare la loro attenzione e gusto. Lo sceneggiatore ha avuto modo anche di raccontare qualche aneddoto del dietro le quinte, come il fatto che, presentando inizialmente la sceneggiatura a vari produttori, venisse spesso detto a lui e alla regista bella la trama, ma nella realtà queste cose non possono succedere. Anche da qui la volontà di scegliere la forma del documentario, con l’utilizzo di immagini di repertorio che giungevano proprio dai territori del conflitto vietnamita e dall’archivio delle Stars. Tuttavia, laddove dovessero arrivare nuovi materiali e la possibilità di finanziamenti che possano permettere delle riprese complesse, Giampaolo Simi non esclude di poter giungere a trasformare Arrivederci, Saigon in un  lungometraggio di finzione.