La scomparsa di Ennio Fantastichini mi ha colpito in modo particolare. Non solo perché è avvenuta  prematuramente, ad appena 63 anni, ma anche perché l’avevo conosciuto e con lui si era svolta una piacevole conversazione. Avvenne, durante il ritorno  da Cortinametraggio di qualche anno fa. Eravamo in pullman ed eravamo seduti in due posti vicini. Simpatizzammo subito e la nostra conversazione  si era sviluppata sul suo rapporto con il fratello maggiore, il pittore Piero Fantastichini, da me molto apprezzato, e sui suoi film di cui conoscevo alcuni ruoli molto importanti.

Era una persona che mi era rimasta molto simpatica. Apprendere della sua morte, mi ha veramente addolorato. Un attore fantastico, titolavano alcuni giornali nel ricordarlo. Ed anch’io voglio ricordarlo in questo modo, perché tale l’ho considerato quando lo notai per la prima volta nel film I ragazzi di via Panisperna (1988) di Gianni Amelio: interpretava il ruolo di Enrico Fermi in una storia incentrata su Ettore Majorana e sul gruppo di giovani che misero le basi, in un laboratorio  romano, per la nuova era nucleare. Poi la notorietà con Porte aperte (1990), sempre di Gianni Amelio, in cui non è da meno rispetto ad un gigante come Gian Maria Volonté , il giudice che lo salva dalla pena capitale, conseguenza  dell’accusa di aver compiuto  in pieno fascismo tre omicidi: un’interpretazione che gli valse  alcuni premi tra cui il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista e l’European Film Awards come scoperta dell’anno. Sempre del 1990 è La stazione dove interpreta il  ruolo del fidanzato da cui fuggiva  Margherita Buy , la quale  troverà  comprensione nel giovane capostazione Sergio Rubini.  Poi lo ricordiamo come un sanguigno e prepotente romano nel film Ferie d’agosto (1996) di Paolo Virzì, grazie al quale ottenne una nomina per il David di Donatello 1996.

funerali fantastichini
La commemorazione funebre di Ennio Fantastichini presso la Casa del Cinema (Roma)

 

Importanti poi i film interpretati per Ferzan Ozpetek come Saturno contro (2006)   e Mine vaganti, realizzato tre anni dopo in cui è  il padre severo di  Tommaso (Riccardo Scamarcio) che, vivendo a Roma, per tanto tempo aveva nascosto la sua omosessualità alla famiglia: gli valse un  David di Donatello nel 2010 come miglior attore protagonista.

Oltre 60 i film  interpretati da quando  esordi nel 1983 con Fuori dal giorno di Paolo Bologna. Oltre 30 invece le opere televisive da lui interpretate, a partire dal 1985, in cui emergono  alcune miniserie. E’ Giovanni Falcone nella miniserie Paolo Borsellino (2004) di Gianluca Maria Tavarelli, mentre  In Karol, un uomo diventato Papa (2005)  di Giacomo Battiato è il Direttore del Teatro Polski. E’ anche Bartolomeo Vanzetti ( ruolo ricoperto nel film di Giuliano Montaldo da Gian Maria Volonté) nella serie televisiva del 2005 dedicata ai due anarchici italiani.

Un attore, Ennio Fantastichini, di grande talento che purtroppo non ci potrà  dare altre interpretazioni d’intensa attorialità ma che si spera di poter rivedere in riproposte televisive dei film e delle serie che  lo hanno visto protagonista anche se non nel ruolo principale. In attesa che arrivi nelle sale Cittadini del mondo di Gianni De Gregorio, l’applaudito autore di “Pranzo d’Agosto”, in cui è uno dei tre amici che vogliono abbandonare Roma e andare a vivere all’estero.  Moltissimi personaggi, i suoi, cui ha dato , come giustamente rilevato, umanità, spessore, grazia.

di Paolo Micalizzi