È  iniziato ieri, 3 dicembre, il Festival del Cinema di Porretta che, giunto alla sua XVII edizione, ha ancora tante sorprese ed eventi da riservare ai propri spettatori prima della serata conclusiva di domenica 9 dicembre.

Tra queste, entra nel vivo oggi, 4 dicembre, la collaborazione con il Sedicicorto International Film Festival, tra i principali eventi festivalieri dedicati al cortometraggio. La collaborazione tra il festival forlivese e quello porrettano nasce da una sinergia di intenti che li sta portando, insieme ad altre realtà regionali, a porre le basi per una rete che raccolga tutti i principali festival dell’Emilia-Romagna, volto alla promozione delle eccellenze cinematografiche del territorio ed alla promozione, in regione e non solo, del cinema nazionale ed internazionale emergente.

Da questa unione di intenti nasce la volontà di Porretta Cinema di aprirsi, per la prima volta nella sua storia, al mondo del cortometraggio, inserendo nella propria programmazione la sezione FCP ospita Sedicicorto e proeittando 3 dei film che hanno ottenuto un premio prestigioso nel corso del XV Sedicicorto International Film Festival. Si tratta di All these creatures di Charles Williams (vincitore come miglior cortometraggio al Festival di Cannes 2018 e della menzione speciale della giuria Movie International al Sedicicorto), della irriverente commedia Fino alla fine di Giovanni Dota (premio del pubblico nella sezione Sedicicorto Cortitalia) e del documentario Odio il rosa di Margherita Ferri (premio del pubblico nella sezione Sedicicorto CortoInLoco e scelto da Porretta Cinema in abbinamento al lungo Zen sul ghiaccio sottile durante le proiezioni mattutine dedicate alle scuole).

Di seguito, vi proponiamo le recensioni dei 3 cortometraggi che potrete vedere da stasera a Porretta, dalle 20.45 al Cinema Kursaal.

All these Creatures (Charles Williams, Australia, 13’10)

Tutto nasce dal giardino di casa di una famiglia normale: padre, madre, fratello e sorellina. Il padre inizia a mostrare segni di disagio quando numerosi insetti cominciano ad uscire da una buca scavata da lui stesso nel terreno, in un tentativo abortito di piscina fatta in casa. L’ossessione per gli insetti segna l’esordio di una malattia mentale che non farà che peggiorare.

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Una sequenza da All these creatures

La storia scorre attraverso gli occhi e la voce narrante del figlio. Quest’ultimo si pone domande che sarebbero complesse per chiunque, tanto più per ragazzino che somma alle sue inquietudini lo smarrimento che gli provoca il comportamento sempre più fuori controllo del padre. Tutto accade in spazi angusti: la casa, il piccolo giardino, l’abitacolo di un’auto, e questi luoghi ristretti, foschi o ripresi nella luce di una prossima notte accrescono l’angoscia e il senso di impotenza non solo del protagonista, ma anche di chi guarda.

Charles Williams è un giovane regista esponente di una cinematografia, quella australiana, capace di produrre corti di qualità contraddistinti dall’originalità dei soggetti. Questo film, premiato con la Palma d’Oro a Cannes, ne rappresenta un esempio più che significativo.

Fino alla fine (Giovanni Dota, Italia, 15′)

Umberto “Sì e no” è uno spietato killer al servizio del clan camorristico Caputo è riconosciuto tra i più infallibili della città. Fino a quando non commette il tremendo errore di uccidere, in un agguato, il nipote del boss Tonino O’ Infame, il più spietato e temuto della zona. Il solo modo di salvare se stesso e gli altri affiliati sarà quello di chiedere personalmente il suo perdono. Ma una barriera linguistica che sa di insuperabile onta si metterà di mezzo. Costringendo i camorristi ad un’anali approfondita su come tener fede ai propri valori. Fino alla fine, quando i due clan scopriranno che nessuna contrapposizione li potrà separare di fronte ad un acerrimo nemico comune.

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Fino alla fine, cortometraggio di Giovanni Dota

Dopo alcune esperienze come runner e assistente alla regia sul set di vari cortometraggi e aver lavorato alla serie televisiva Gomorra, Giovanni Dota si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia, che produce questa commedia corta sui pregiudizi, offrendo allo spettatore una interessante visione anche di quelle dinamiche spesso macchiettistiche che caratterizzano le recenti narrazioni sulla Camorra. E, allo stesso tempo, portando una dissacrante visione di alcuni dei valori e passioni intrinseche nella rappresentazione di Napoli e dei suoi abitanti.

Odio il rosa (Margherita Ferri, Italia, 15’09)

Violante Di Nuzzo, nonostante sia poco più di una bambina, ha le idee molto chiare su chi voglia essere. O meglio, sa cosa sicuramente non vorrà mai sembrare: una femmina. Lei ama il rosso, il blu e il giallo; odia il rosa, il fucsia e il viola, perché sono da femmine. E a me non piacciono i colori da femmina. Sa che da grande, quando dovrà andare al lavoro, indosserà pantaloni, camicia e le scarpe, continuerà a portare i capelli corti e a fare quello che più le piace. Spesso, quando le persone che la incontrano la scambiano effettivamente per un maschietto, inventa un altro nome o cerca di glissare quando glielo chiedono. Lo sa che alcuni dei suoi compagni la prendono in giro per il modo in cui ha deciso di vivere la sua vita. Ma non le importa e sa come difendersi con i più maligni.

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Violante Di Nuzzo in una scena del documentario Odio il rosa

In questo toccante documentario, la regista Margherita Ferri, racconta la storia di Violante attraverso le immagini della sua preparazione per una gara di breack dance e, soprattutto, attreferso i racconti dei suoi coraggiosi genitori, che fin da subito hanno capito che la figlia si vedeva come un maschio e cercano di tenerla per mano in tutte le fasi di questo suo percorso, senza ostacolarla, ma continuando a farle sentire sempre il loro supporto. Nel farlo, sanno che quello di Violante sarà un processo doloroso e ricco di ostacoli. Come dice il padre: Me la immagino pronta anche a soffrire. Ché ad andare sempre controcorrente si fa più fatica. Ma il sorriso determinato di Violante su cui la macchina da presa spesso incede ci fa capire che abbiamo di fronte una ragazza consapevole e pronta ad affrontare questa fatica con determinazione.

di Daniela Goldoni