In un momento storico di scomparse di grandi protagonisti del cinema (il 26 novembre abbiamo pianto la morte di Bernardo Bertolucci e, il 1° dicembre, quella di un grande interprete quale Ennio Fantastichini) e di grandi sfide per il grande schermo, dettate dalla mai sopita polemica contro il ruolo sempre più determinante nel settore delle piattaforme streaming, un barlume di speranza può arrivare anche dai più piccoli e inaspettati particolari.

Oggi un piccolo insegnamento lo abbiamo avuto da Julian, che poteva scegliere di festeggiare i suoi 5 anni in una grande sala attrezzata, con animatori pronti a intratterenere lui e i suoi amichetti con truccabimbi, palloncini e giochi vari, mentre i genitori apparecchiavano le tavolate addobbate a festa con paninetti farciti, caramelle, dolci e pizza per tutti. E, invece, a conferma di quanto avanti guardino quegli occhietti che illuminano il suo visetto curioso, il piccolo Julian ha insistito per condividere, nel giorno della sua festa, una doppia magia: quella di portare tutti i suoi compagnetti con lui al cinema e quella del Natale, scegliendo come film Il Grinch, nuovo film di animazione della Illumination Entertaiment (distribuito dalla Universal, la premiata ditta di Cattivissimo Me e I Minions).

E così, in un piovigginoso sabato pomeriggio, 27 giubbottini colorati hanno animato il piazzale del cinema, ansiosi di rivedersi e di vivere insieme questa esperienza così particolare. Alcuni genitori, intanto, hanno approfittato del sapere i propri pargoli al sicuro e si sono concessi un paio d’ore per loro stessi; altri, seppur guardando con interesse gli altri film in cartellone, erano felici di non doversi vergognare troppo all’idea di poter guardare un cartone animato.

Il cinema ha accolto la combriccola di giovanissimi spettatori con un messaggio speciale per augurare buon compleanno al curioso Julian. E poi, una volta affondati tutti in quelle poltroncine ancora troppo grandi per loro, con un’adeguata dose di pop corn, caramelle e acqua (che, comunque, sempre di un giorno di festa si trattava), il film è iniziato.

Prendendo spunto dal noto personaggio ideato dal Dr. Seuss nel 1957, Il Grinch torna al cinema dopo la non riuscitissima versione cinematografica del 2000 con Ron Howard alla regia e Jim Carrey ad interpretare il burbero elfo verde. In questa nuova versione completamente animata, Il Grinch perde tutti i connotati che lo rendevano pauroso, per diventare un personaggio sì un po’ scorbutico e con un cuore di due taglie più piccolo del normale, ma evidentemente perso nella sua solitudine.

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Il Grinch, prodotto da Illumination e distribuito da Universal, è nelle sale dal 29 novembre

Il Grinch odia il Natale anche per il fatto che lo riporta indietro agli anni dell’orfanotrofio, in cui nessuno lo invitava ai cenoni e sotto all’albero non venivano mai lasciati regali per lui. E l’euforia natalizia dei Chi Sá, abitanti festosi dello sperduto paesino di montagna Chissà, rendono il suo umore ancora più nero. Fino a portarlo alla terribile decisione di rubare il Natale, aiutato dal fedele cane Max e da una anomala renna obesa di nome Fred. Fino a quando non incontrerà sull sua strada la piccola Cindy Chi Lou, determinata a regalare un po’ di felicità alla sua mamma.

Mentre, nella versione originale, a prestare la voce al Grinch è il carismatico Benedict Cumberbatch  (volto della serie tv Sherlock Holmes e candidato al premio Oscar per la sua splendida interpretazione in The Imitation Game), per la versione italiana è stato scelto Alessandro Gassman, in una interpretazione forse un po’ troppo sottotono rispetto agli sgargianti colori delle immagini.

Il film risulta perfettamente adatto per il target cui è indirizzato, quei bambini ancora ansiosi di godere della magia del Natale anche in sala. E per i genitori che li accompagneranno risulta comunque una piacevole visione, anche per la durata più che contenuta e la possibilità di godere del corto pre-proiezione dedicato all’evasione dal carcere di due Minions (questo decisamente troppo complesso nella trama per essere pienamente compreso dai più piccoli).

A conclusione di questa insolita recensione non ci resta che fare un augurio a Julian e ai suoi amichetti: quello di continuare ad andare in sala e di mantenere quello sguardo curioso di fronte al grande schermo. Perché il futuro del cinema, forse la sua stessa sopravvivenza, è anche nelle loro mani.

di Joana Fresu de Azevedo