Voices apperead La Passion de Jeanne d’Arc (1928) di Carl Theodor Dreyer
Orlando Consort Utrecht, Oudemuziekfestival, 24 agosto 2018
 Voices Appeared (2015) è un progetto che trae origine nell’ambito della musica antica su un’idea dell’OrlandoConsort, un ensemble vocale inglese specializzato in musica medievale e del primo rinascimento. Il pensiero è quello di accompagnare con una esecuzione  dal vivo la proiezione del capolavoro La Passion de Jeanne d’Arc (1928) di Carl Theodor Dreyer.

L’idea di offrire una colonna sonora a questo film muto non è nuova. In tempi recenti sono state composte partiture appositamente per quest’opera cinematografica, laddove negli anni Cinquanta si utilizzavano incongrue   musiche barocche. Il progetto dell’Orlando Consort  è stato reso possibile da un insieme di nuove tecnologie informatiche, antiche tecniche come la polifonia basata sulle sole voci umane e il fenomenale progresso negli studi della musica medievale e rinascimentale, che ha portato alla luce, a partire dagli  anni Settanta del secolo scorso, una quantità di composizioni inedite o ignorate. Mettendosi al totale servizio delle immagini, il consort inglese, composto da un numero variabile di componenti (da quattro a sei, indicativamente), canta per cento minuti consecutivi senza pause, in perfetta coincidenza con quanto accade sullo schermo. Alla base c’è un lavoro minuzioso di scomposizione delle scene, per ciascuna delle quali è stato scelto un brano del periodo in cui accadde la vicenda di Giovanna d’Arco, ovvero la prima metà del Quattrocento.
I pezzi seguono con le parole e con gli affetti la tragedia che scorre sullo schermo con una esattezza temporale impressionante, soprattutto se si considera che sono eseguiti dal vivo. Di fatto gli Orlando Consort hanno il film alle spalle e un monitor davanti, non hanno direttore e, come usava proprio nel medioevo, tengono il tempo sui respiri e sugli sguardi, ma anche  sugli auricolari che permettono loro di seguire un complicato programma di scansione musica/immagini creato proprio per l’occasione.   Abbiamo visto questo spettacolo a Utrecht nell’ambito di Oude muzik, un festival di musica antica, convinti di concentrare la nostra attenzione sulla parte musicale. In realtà, subito dopo i primi fotogrammi, la forza delle immagini ha cominciato a sormontare il potere evocativo della musica che, seppure eseguita alla perfezione, frutto di un lavoro filologico accurato e matrice di questo sublime omaggio al cinema di Dreyer non poteva competere con la vicenda sconvolgente che scorreva sullo schermo.
Alla fine, lasciati da parte tutti gli interrogativi sul rapporto tra le differenti espressioni artistiche e l’efficacia delle sinestesie, ci siamo ritrovati a trattenere a fatica le lacrime per mantenere l’aplomb al cospetto dell’impassibile pubblico olandese. Ciò non significa che l’apporto della musica dal vivo sia stato superfluo. La voce e il respiro dei cantanti hanno parlato anche per Giovanna: soprattutto nelle scene delle torture e del supplizio il compianto ascoltato dal vivo rendeva anche più devastante la visione delle immagini.  Questo spettacolo di eccezionale interesse sta girando per il mondo dal 2015. In Italia è stato rappresentato l’anno scorso al Ravenna Festival e nel marzo di quest’anno a Catania, e continuerà si spera a passare a lungo per teatri e sale da concerto, offrendo anche l’occasione di apprezzare l’accurato restauro cui è stata sottoposta la pellicola.
Daniela Goldoni