S’intitola “Roma” il film di  Alfonso Cuaròn che ha vinto il “Leone d’Oro” alla 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ma non ha niente a che fare con la capitale d’Italia. Si tratta, infatti, di un quartiere di Città del Messico, dove il regista ha trascorso la sua infanzia. Che è  il punto nodale del suo film, incentrato sulle donne che lo hanno cresciuto, e soprattutto la sua Tata, a cui il film è dedicato. Un ritratto intimo, in un affresco epico in cui  emerge  il ricordo, narrato in un bianco e nero molto funzionale, di avvenimenti  di attualità che avevano coinvolta la sua famiglia.

 

Il film  aveva  immediatamente attirato l’attenzione di critica e pubblico. E sin da subito è apparso che il massimo riconoscimento della Mostra non poteva che essere suo. Anche se altri film potevano contrastargli il passo, e che la giuria, presieduta da Guillermo Del Toro( che ha dichiarato che non c’è stato alcun conflitto d’interesse, testimoniato anche da altri giurati, sul fatto  che conosceva bene Cuaròn e gli è molto amico), ha trovato per loro la giusta collocazione nel Palmarès. “Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria”, quindi a “The Favourite”  di Yorgos  Lanthimos ambientato all’inizio del XVIII secolo con l’Inghilterra in guerra con la Franciaed incentrato sul rapporto tra la  Regina Anna e  le sue favorite Lady Sarah che governa il paese al suo posto e la nuova arrivata Abgail che ne prenderà il suo posto poiché non permetterà a nessuno di mettersi nella loro strada. Un’opera in costume dalla ricostruzione sfarzosa molto attenta agli intrighi di Corte. “Leone d’Argento – Premio per la migliore regia” a “The sisters brothers” di Jacques Audiard, un western, cosi come lo è il film  di Joel e Ethan Coen ”The ballad of Buster Scruggs”, una significativa testimonianza del fatto che  il Direttore Artistico della Mostra Alberto Barbera non ha avuto torto nell’inserire in Concorso il film di genere. Il film di Audiard è un western, intriso di violenza ,in cui due fratelli, Joaquin Phoenix e John C.Reilly che non hanno scrupoli a uccidere, danno la caccia al cercatore d’oro Jake Gylenhaal, mentre quello dei fratelli Coen si compone, antologicamente, in una serie di storie sulla frontiera americana. Meritate le Coppe Volpi a Olivia Colman, la regina Anna  del film “The favorite” ed a Willem Dafoe, il tormentato Vincent Van Gogh del film “At  eternity’s Gate” di Julian Schnabel. Se si può essere d’accordo  per il Premio Marcello Mastroianni ,destinato a un  giovane attore o attrice emergente, al bravissimo interprete, l’aborigeno Baykali Ganambarr, di “The nightingale” di Jennifer Kent, alquanto strano è sembrato il premio speciale della giuria attribuito al film. La rivelazione di nuovi talenti è venuta poi dagli altri film premiati nelle altre sezioni della Mostra. Da Venezia – Opera Prima “Luigi De Laurentiis” è emerso  Soudade Kaadan, regista del film “The day I lost my Shadow” e il premio di 100.000 USD( da dividere in parti uguali con il produttore) messo a disposizione dalla Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis potrà contribuire alla realizzazione di un secondo film che possa confermare il suo talento. Nella sezione “Orizzonti”, premiato per il miglior film Phuttiphorg Aroonpheng che in”Manta Ray” denuncia la tragica situazione di rifugiati Rohingya in un villaggio di pescatori thailandesi, mentre per la miglior regia il riconoscimento è andato Emir Baigazan, autore del film ”Ozen”(The river)incentrato sulla storia di cinque fratelli  di un remoto villaggio Kazako, cresciuti al riparo della civiltà, che scoprono il mondo degli altri.  Premi anche in“Venezia Classici” riservata alle opere restaurate. Per il film il riconoscimento è stato attribuito al bellissimo  ”La notte di San Lorenzo”, realizzato nel 1982 da Paolo e Vittorio Taviani , dando così nuova vitalità ad un film che è anche un’opera corale con momenti di alta poesia,  mentre per il miglior documentario sul cinema è stato premiato Peter Bogdanovich che con “The Great Buster: A celebration” fa vivere la magia dell’indimenticabile comico.  Premi anche nella  sezione “Venice Virtual Reality”, avviata dall’anno scorso. Una novità che vuole evidenziare il futuro del cinema.
Cinema del presente alla Mostra di Venezia, ma doveroso omaggio al cinema del passato, testimoniato dalla pre-apertura  con “Il Golem” di Paul Wegener , un classico della Storia del  Cinema, e con la proiezione di  classici restaurati dovuti a registi di grande rilievo della Storia del Cinema.  Ma attribuendo anche “Leoni d’Oro  alla Carriera” a personaggi che rimarranno indelebili nella memoria cinematografia di milioni e milioni di spettatori. Quest’anno al regista David Cronenberg  ed all’attrice Vanessa Redgrave. Ci sono altre cose per cui ricordare quella che è stata la migliore Mostra degli ultimi anni. Lo faremo in un altro articolo.