Nidelian Your Face di Tsai Ming Liang si apre con un primissimo piano di una donna che guarda e guarda un po’ ovunque tranne che in camera. Sei minuti passano e poi chiede a chi è dietro la telecamera: Di cosa vuoi parlarne?,  ride.

Tsai mIng Liang aveva le idee chiare, voleva fare un film con con closeups e così ha fatto.
Oltre all’attore Lee Kai Sheng con il quale lavora da vent’anni, e sua madre, Tsai ha chiesto ad alcune persone per strada di partecipare al suo lavoro.
Donne e uomini anziani si alternano nei closeup di Tsai, il quale ha affermato di essersi ispirato a Fassenberg. c’è chi racconta un aneddoto della propria vita, chi suona la fisarmonica, chi sonnecchia e chi fa esercizi per la lingua.
Qualche spettatore se ne va dalla sala. Non si è più abituati a guardare le persone in faccia, soprattuttto se sono vecchie e non giovani e belle come si è soliti vedere al cinema.

Un film, o un’opera d’arte, difficile catalogare Tsai che spiazza Venezia ancora una volta. E ci spiazza anche perché ha deciso di utilizzare una colonna sonora dopo vent’anni che non ne faceva uso. Come racconta lui stesso, dopo il precedente lavoro di VR che aveva presentato lo scorso anno al Lido, aveva incontrato in spiaggia Sakamoto, dopo essere rientrato a casa gli manda una copia del film e Sakamoto gli manda 12 tracce due giorni dopo la scadenza stabilita.

A dimostrazione che Sakamoto, fan del regista, ha lavorato al suono con attenzione e impegno. Il suono non è solo musica ma anche i suoni umani: un respiro, una dentiera, il fruscio dei vestiti.

Dopo tutti questi volti umani, l’ultima immagine è dedicata allo spazio che li ha ospitati per le interviste, con un’illuminazione che va e viene come se anche quella stanza respirasse. Le persone se ne sono andate, ma lo spazio resta, cambiato, ancora un la volta nel corso della sua storia
Di Clara Longhi