I fratelli Coen portano al Lido il selvaggio West con un intrecciarsi impeccabile di storie e personaggi che sfogliamo in un’antologia.
Un ricercato, un rapinatore, un cercatore d’oro, una giovane donna in cerca di marito, una credente, un cacciatore, due saltimbanco, un becchino e dei cacciatori di taglie.

Sei storie a tratti caratterizzate da sangue, altre da violenza ironica e battute sagaci. Il minimo comune denominatore è che in ogni vicenda si racconta la natura umana: c’è chi è troppo timoroso, e per paura di morire si suicida, chi pecca di superiorità perché gli è andata sempre bene e alla fine ci rimette con la vita per non aver prestato più attenzione, chi è avaro e pur di arricchirsi è pronto a sacrificare un amico, chi pensa di poter aver la meglio su un vecchio solo perché più giovane, chi pensa di esser vivo e in realtà è già morto.
Tutti i personaggi potremmo definirli vittime della vita. Tra le righe dell’ambientazione western emergono tematiche fortemente attuali, soprattutto nell’America di oggi: qual è il ruolo della giustizia, quali sono i confini territoriali  e come gestirli, la vita la si vive o si attende di morire?
Il film è prodotto da Netflix, una delle sei pellicole presentate dal produttore al Lido, e quella che doveva essere una mini serie è diventata un film. Un film antologia come lo definiscono i Cohen in omaggio ai film italiani degli anni ‘60 dove nei film i registi lavoravano su un tema comune. Il cast stellare è superbo ciascuno nella sua interpretazione: Tim Blake Nelson, Willy Watson, James Franco, Stephen Root, Liam Neeson, Tom Waits, Brendan Gleeson, Harry Meeling, Zoe Kazane Saul Rubenik.
La black comedydei fratelli Cohen, con la sua irriverenza e gli scarti tra reale e surreale, ha fatto ridere il pubblico del Lido e si è meritato gli applausi finali della proiezione dedicata alla stampa.
Degna di nota è anche la colonna sonora curata da Carter Burwell (plurinominato a Bafta e Oscar) con parti cantate da Tom Waitse in apertura da Tim Blake Nelson.
Di Clara Longhi