Ieri venerdì 24 agosto è stato proiettato in Piazzetta della Misura a Forlì il film Prima che la notte di Daniele Vicari. L’iniziativa si collocava all’interno di un percorso di promozione della cultura della legalità che il Comune di Forlì e l’Assessorato alla Legalità, con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, promuove da diversi anni, attraverso una programmazione di iniziative diversificate al fine di favorire sia la partecipazione attiva delle istituzioni del territorio, sia il coinvolgimento della cittadinanza (singoli cittadini e realtà associative).

L’Assessore Maria Grazia Creta ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale e ha intervistato all’inizio della proiezione l’attore Dario Aita presente in città.

Dario Aita ad inizio serata parlando di come la camorra e la ‘ndrangheta sono rappresentati al cinema, afferma che a volte rischiano di diventare un brand che esportiamo nel mondo, per questo è importante scegliere dei modi intelligenti per raccontare la mafia.
Riguardo al film Prima che la notte, afferma che appunto riesce a parlare di mafia ma non direttamente di mafia: il film parla di vita, di giornalismo, racconta un personaggio che contrappone all’idea della morte l’idea di vita attiva, passata a lottare costantemente. La mafia viene quindi raccontata in maniera trasversale, in maniera intelligente. Proprio come è stata raccontata nella serie La mafia uccide solo d’estate, secondo Aita poi, Pif ha una dote innata per far tirare fuori l’ironia in queste tematiche.
Aita continua dicendo poi che l’attore ha una rande fortuna poiché ha la possibilità di crescere ogni volta che agisce nei panni di un personaggio. Così lavorando per film in cui si parla di malavita, gli ha permesso di riflettere ulteriormente anche sulla sua vita. L’esperienza attoriale è molto formativa perché è un percorso di consapevolezza.
Rispondendo a una domanda di alcuni giovani della Fabbrica delle Candele, i quali chiedevano se lui abbia mai avuto ripercussioni negative per il suo lavoro, Aita risponde che sono i giornalisti che fanno cose pericolose. Gli attori, invece, non fanno cose pericolose ma hanno un gran potere sull’immaginario delle persone. E l’immaginario  ha un enorme potere sulla coscienza collettiva.
Confidandosi su progetti attuali e futuri: attualmente continua, parallelamente, a seguire corsi di formazione e fare formazione per giovani attori. Prossimamente sarà impegnato a girare in Sicilia un film incentrato sulla storia di Franca Viola, la prima donna che ha deciso di dire no al matrimonio riparatore, un film di una giovane regista.
A cura di Clara Longhi e Joana Fresu de Azevedo