Alice dirige, Alba interpreta. Le due sorelle Rohrwacher sono insieme nel film “Lazzaro felice” che al Festival di Cannes ha riscosso molto successo ed è stato premiato per la migliore sceneggiatura. Consacrando cosi una nuova regista e dando maggiore solidità alla carriera d’attrice della sorella più anziana, nel cinema già dal 2004  con “L’amore ritrovato” di Carlo Mazzacurati. 
Continuando poi una carriera  prestigiosa  con film come  “Mio fratello è figlio unico” di Daniele Luchetti , “Giorni e nuvole” di Silvio Soldini ( che la dirigerà anche in altri film ) dove, per il ruolo della figlia di Antonio Albanese  e Margherita Buy, riceve il David di Donatello come miglior attrice non protagonista. Altri i film interpretati successivamente , dal genere drammatico al comico, fino ad arrivare alla straordinaria interpretazione  nel film “Il papà di Giovanna”(2008) di Pupi Avati. E questa volta il David di Donatello lo conquista come protagonista. Il suo è ormai un volto consacrato del cinema italiano, interprete di film , tra gli altri, di Luca Guadagnino,  Giorgio Diritti, Saverio Costanzo(suo marito) che la dirigerà anche in “Hungry Hearts”, Marco Bellocchio, Laura Bispuri, Matteo Garrone, Paolo Genovese. Al suo attivo anche molti film per la televisione, ultimo dei quali è “Il miracolo”, serie nata da un’idea dello scrittore Niccolò Ammanniti che ne è anche il regista assieme a Lucio Pellegrini e Francesco Munzi.    
Una presenza la sua abbastanza frequente nel cinema, tanto che al Festival di Cannes  figurava anche nella sezione “Quinzaine des  realisateurs con il film” Troppa grazia” di Gianni Zanasi.
Alice invece è al suo  terzo film. Ha esordito nel 2006 con “La Fiumara”, episodio del documentario collettivo “Checosamanca”, prodotto da Carlo Cresto_Dina. Ma il sui vero esordio avviene nel 2011 con  “Corpo celeste” invitato al Festival di Cannes nella “Quinzaine des Réalisateurs”, con il quale ottiene poi il “Nastro d’Argento” come miglior regista esordiente. Il Festival di Cannes porta fortuna a questa giovane regista perché nel 2014  ottiene Il Gran  Prix Speciale della Giuria con “Le meraviglie” e nel 2018 il prestigioso riconoscimento per “Lazzaro felice”. Quello che Alice Rohrwacher  porta sullo schermo è soprattutto il mondo delle  persone candide che, in questo mondo pieno di sopraffazione, sembrano perdenti ma invece sono vincenti perché genuini e ricchi di valori di vita.  Abusi che si sono trascinati nei secoli, che lei evidenzia in  racconti che hanno il tono della favola.
La  strada delle sorelle Rohrwacher è stata  sempre in salita e l’ascesa si presenta sempre più rivolta al successo. Tanti auguri.
di Paolo Micalizzi