Con “Fantasia” balza alla notorietà cinematografica Mickey Mouse, ovvero Topolino , il personaggio di Walt Disney che il 15 maggio scorso ha compiuto novant’anni. Il popolare personaggio dei fumetti creato da Disney e disegnato  da Ubu Iwerks , mutuandolo, pare, dalla tipologia dell’eroe medio cinematografico americano, apparve per la prima volta sullo schermo nel cartoon “Plane
Crazy “(L’aereo impazzito)  realizzato appunto da Walt Disney. 
In questo cartoon Mickey Mouse vuole essere un emulo di  Lindbergh per  conquistare  Minnie Mouse. Ma osa  baciarla e lei reagisce con un ceffone e si lancia dall’aereo in volo, usando le mutandine come paracadute. 
Mickey schiantandosi al suolo, ride dei mutandoni della ragazza e si becca un bel ceffone. Sulla scia di questo primo lavoro, ne nascono altri e , sempre nel 1928, si arriva al primo cartoon sonoro, “Streamboat Willie”(Il battello a vapore, Willie), che è considerato l’opera d’esordio di Topolino  in quanto “L’areo impazzito” venne distribuito successivamente, dove appare un altro personaggio noto ai lettori di Topolino, Gambadilegno che è il capitano del battello  dove  invece di lavorare il  personaggio disneiano  fa la corte alla passeggera Minnie. Finirà a  pelare patate. 
Il film  aveva un notevole senso del ritmo e della gag grazie all’utilizzo del sonoro, caratteristiche che si trovano in altri cartoon realizzati da Disney prima di arrivare nel 1940  a “Fantasia” che si apprezza per la sua indubbia forza innovativa  espressa  nelle invenzioni visive che rendono piacevoli vari episodi : i fiori e gli ortaggi dell’episodio “Lo schiaccianoci”   con la musica di Caikovskij. 
Era la musica infatti ad ispirare  Walt Disney : quella di Dukas per  il Topolino –mago di “L’apprendista stregone”, quella di Ponchielli per “La danza delle ore” in cui assistiamo alla corte del galante coccodrillo alla ippopotama in tulle  addormentata   sul sofà con la cornice di alcuni elefanti che danzano su bolle di sapone. Ma anche la musica di Mussorgskij  per “Una notte sul Monte Calvo” con gli scheletri danzanti di un sabba che Satana  trasforma in animali per poi ritornare al loro stato prima  che giunga l’alba con il finale in cui Satana avvolto nelle sue ali di pipistrello diventa tutt’uno con la montagna. 
Episodi ispirati , appunto, a musiche di celebri compositori  che permisero al film di avere un grande successo di pubblico. Un film che diede tante emozioni allora e che continua a darle adesso quando si ha la possibilità di rivedere quell’opera prodotta da Walter Disney, che voleva coronare uno stile che si concentrava soprattutto sulla cura del particolare che su quella del soggetto.
Il “Disney touch”, grande apparato produttivo che ha dato vita a tanti film d’animazione che rimangono nell’immaginario cinematografico collettivo: da “Biancaneve e i sette nani” a   “Dumbo”, da “Bambi” a “Cenerentola”, da “Alice nelle meraviglie” a “La bella addormentata nel bosco” prima di  arrivare negli anni 60 ad altre opere in cui si è perso il senso dell’originalità della Disney. Ed è stata la fine di un’epoca.
di Paolo Micalizzi