Il 2018 ha finalmente consacrato l’attività attoriale nel cinema  di Renato Carpentieri,  con l’attribuzione  del David di Donatello  come protagonista del film di Gianni Amelio “La tenerezza”, cui ha fatto seguito al Bif&st 2018 il Premio Vittorio Gassman.
Nel film  di Amelio , Renato Carpentieri riveste il ruolo di  un anziano avvocato, appena sopravvissuto ad un infarto, che vive da solo in una bella casa del centro di Napoli.
Conoscerà una giovane coppia con due figli e le loro vicende entreranno nella sua vita cambiandola. Un film che riesce a scandagliare profondamente i sentimenti, dove Renato Carpentieri è il vero assoluto protagonista.  
Renato Carpentieri, come ha dichiarato anche al Bif&st  dove l’abbiamo incontrato, deve molto al regista Gianni Amelio che l’aveva già chiamato per il film “ Porte aperte”(1990) rischiando molto in quanto non aveva ancora interpretato alcun film. Era il 1989 e Gianni Amelio gli fece interpretare il ruolo dell’agricoltore Consolo, un personaggio che rappresenta la coscienza individuale illuminata del libro di Leonardo Sciascia che poi trasferisce nel film.
E’ lui ad aiutare il giudice Di Francesco a sentire nella maniera giusta l’intera vicenda.  Gianni Amelio lo  chiamò dopo averlo visto a teatro, decidendo di dargli un ruolo importante. “Il giorno in cui abbiamo girato la prima scena, ricorda l’attore, dovevo confrontarmi con Gian Maria Volonté .
Era una prova decisiva, ma dai loro sguardi  avevo capito che non era andata male.
E per questo film Renato Carpentieri ricevette nel 1990 il Premio Sacher. Un altro regalo a Carpentieri, Amelio lo fece  con “Il  ladro di bambini”(1992). Un regalo bellissimo, dichiara l’attore che non si è neanche lamentato dei tagli fatti al suo personaggio perché li ha ritenuti necessari.
Dopo Amelio, per  l’attore napoletano arrivano ruoli importanti in film di Gabriele Salvatores(“Puerto Escondido”, 1992 e “Sud”, 1993), ma anche di  Nanni Moretti per il quale interpreta, nell’episodio “Isole” di “Caro Diario”(1993), il ruolo dell’amico che non ama la televisione. Il cinema lo assorbe poi in altri quindici film di autori come i fratelli Taviani, Emidio Greco, Marco Risi e Mario Martone, tanto per citarne alcuni.
Ma il successo gli è arrivato appunto con “La tenerezza”che a settantacinque anni gli ridà nuova vita. Un attore, Renato Carpentieri con il quale Gianni Amelio va  molto d’accordo. “Ormai, dice il regista, ci conosciamo  cosi a fondo che basta un’occhiata per intendersi”. Ed aggiunge, “Renato Carpentieri recita cosi tanto che non lo dà a vedere. E questo è talento. Devo dire anche che senza di lui, non avrei fatto il film”.
di Paolo Micalizzi