Le automobili sono entrate quasi da subito nei film. La storia del cinema ne è piena. C’è chi si è preso la briga di elencarle e raccoglierle in un archivio, l’IMCDb (Internet Movie Cars Database), creato sulla falsariga dell’Internet Movie Database. L’archivio riporta informazioni su tutti i veicoli a motore apparsi nei circa 45.000 filmati di vario genere analizzati (film, film d’animazione, serie tv, ecc.). Di questi, circa 30.000 sono film nei quali compaiono circa 400.000 auto di oltre 3.000 marche diverse.

1 autoA farla da padrone ovviamente sono le vetture americane, Ford in testa con circa 60.000 apparizioni, a partire dalla Model T del 1910 usata dalla coppia Stan Laurel & Oliver Hardy, rinominata “Tin Lizzie”, ma anche da Buster Keaton, Charlie Chaplin e altri divi del muto.

 

 

Il modello più rappresentato è la Ford Crown Victoria, generalmente utilizzata dalla polizia e dalle compagnie di taxi e per questo vanta oltre 4.000 apparizioni.

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La marca di auto italiana più presente è la Fiat con circa 14.000 apparizioni. Il modello che appare di più è la Fiat 600 D con circa 350 comparse.

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Le auto vengono utilizzate nella maggior parte dei film esclusivamente come mezzi di trasporto non necessariamente funzionali alla vicenda. Alcune invece hanno contribuito alla fortuna dei film, non solo per la loro singolarità e particolarità, come la batmobile di Batman, o l’auto di 007. Altre hanno invece tratto notevoli vantaggi pubblicitari dall’apparire nei film. Altre ancora, al di là dei modelli più strani e famosi, sono protagoniste indispensabili alla narrazione in film che non trattano di corse automobilistiche, come invece fanno “Grand Prix” del 1966 di John Frankenheimer o “Le 24 Ore di Le Mans” del 1971, di Lee H. Katzin, “Rush” del 2013 di Ron Howard, “Veloce come il vento” del 2016 di Matteo Rovere.

4 autoIn “Viale del tramonto” del 1950 diretto da Billy Wilder l’automobile ha un ruolo ben preciso nella vicenda. Nel film Norma Desmond (Gloria Swanson), ex diva del muto che vive in un irreale mondo del passato, crede che il regista Cecil De Mille le voglia proporre un ritorno alle scene, mentre lui è solo interessato alla sua lussuosa e rara vettura d’epoca, una Isotta Fraschini Tipo 8 che gli è necessaria per girare un nuovo film. Il modello “coupè de ville” carrozzata da Castagna nel 1929 utilizzata nel film è conservata al Museo del Cinema di Torino. Erich von Stroheim, che nel film interpreta Max, ex marito della diva che pur di rimanerle al fianco accetta di farne da maggiordomo e autista, non sapeva guidare e tutte le riprese con l’Isotta Fraschini vennero girate con la troupe che la spingeva a mano.

5 autoLa Lancia Aurelia B24 ne “Il sorpasso” del 1962 diretto da Dino Risi ha un ruolo fondamentale, non solo funzionale alla vicenda ma soprattutto simbolico. La Lancia Aurelia era infatti il prototipo dell’auto sportiva, elegante e di lusso, il sogno degli italiani del boom economico, ma anche metafora dell’Italia di quegli anni, ancora in bilico fra economia rurale e sviluppo industriale. Il personaggio interpretato da Gassman, alla sua guida, è il prodotto di quel periodo, euforico, cafone, fastidioso e indisponente come il clacson dell’Aurelia nel film, e irresponsabile fino alle estreme conseguenze.

6 auto “Un uomo una donna” del 1966, di Claude Lelouch vede accanto ai due protagonisti “umani”, Anouk Aimée e Jean-Louis Trintignant, una terza protagonista “meccanica”, la Ford Mustang. L’auto non è un accessorio di lusso, ma è fatta abilmente diventare una parte della vita di Trintignant. L’abitacolo viene utilizzato come un piccolo set che ospita i protagonisti, anche quelli secondari come il meccanico che pure ci dorme. Trintignant è infatti un pilota di corse e il film ci mostra un’altra bella e potente Ford, la GT 40 (vincitrice dal 1966 al 1969 di 4 edizioni della 24 Ore di Le Mans) che lui deve provare. Il tutto è girato magistralmente. Ma guardandolo oggi con altri occhi si ha l’impressione che sia un gran bello spot pubblicitario, elegante, furbo, un po’ melenso, impreziosito dalla famosissima colonna sonora di Francis Lai. Che abbia funzionato lo confermano i dati delle vendite della Mustang negli USA dopo l‘uscita del film. Ford ha aperto una strada che negli anni successivi è stata seguita più o meno fortunatamente da tutte le altre case automobilistiche.

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L’anno successivo Dustin Hoffman ne “Il laureato” di Mike Nichols, corre a salvare l’amata alla guida della sua Alfa Romeo 1600 Spider Duetto di colore rosso. Un sogno di auto sportiva italiana che anche grazie al successo del film ha brillato nelle vendite USA.

 

L’automobile ha assunto nei film anche il ruolo di un mezzo di libertà, per fuggire dalla quotidianità,come nel caso di “Thelma & Louise” (1991 Ridley Scott), due amiche frustrate che fuggono attraverso gli States su una vecchia Ford Thunderbird azzurra, dapprima dalla loro routine, poi dalla polizia per i disastri combinati durante il viaggio, arrivando fin sull’orlo del Grand Canyon e oltre.

L’auto funge anche da tramite per le relazioni umane, come per Charlie Babbitt (Tom Cruise) in “Rain man” del 1988, diretto da Barry Levinson, che comincerà a conoscere il fratello Ray (Dustin Hoffman), affetto da una forma di autismo, durante un lungo viaggio su una Buick Roadmaster del 1949.

8 autoCosì come fanno i fratelli Walt (Dean Stockwell) e Travis (Harry Dean Stanton) nel loro viaggio a bordo di una Oldsmobile Cutlass Supreme, in “Paris Texas” del 1984 diretto da Wim Wenders.

Jonathan, un giovane ebreo americano, affronta invece un viaggio attraverso l’Ucraina a bordo di una Trabant 601 Universal alla ricerca della donna che salvò suo nonno dalle persecuzioni naziste, in “Ogni cosa è illuminata” del 2005 diretto da Liev Schreiber.

L’auto è anche utilizzata come mezzo di fuga , da un gruppo di ladri inglesi che a Torino rapina un convoglio portavalori della FIAT, fuggendo a bordo di tre Mini Cooper, in “Un colpo all’italiana” del 1969 diretto da Peter Collinson. Altro film-spot pubblicitario.Fugge anche Michel Poiccard (Jean-Paul Belmondo), truffatore e ladro di auto. Lo fa a bordo di una Cadillac Series 62 Convertible ovviamente rubata, in “Fino all’ultimo respiro” del 1960, diretto da Jean-Luc Godard.

Parallelamente alla crescita del numero di veicoli, l’automobile non è più solo un simbolo di ricchezza, di progresso, di libertà, un valore di riferimento cui aspirare se non la si possiede, ma si trasforma in uno strumento di necessità, di costrizione, capace di liberare i lati peggiori delle persone in circostanze come quelle degli ingorghi di traffico oggetto di film di Tati, Godard, Fellini, Comencini. Fino ad arrivare alle estreme conseguenze in “Duel” del 1971 diretto da Steven Spielberg. Una tragica sfida stradale tra un tranquillo commesso viaggiatore a bordo di una Plymouth Valiant, e un camionista con istinti omicidi.

9 autoAll’alienazione di Travis Bickle (Robert De Niro) in “Taxi Driver”  del 1976 di Martin Scorsese, disadattato reduce del Viet-Nam che lavora come tassista notturno e a bordo del suo taxi, una Ford Checker, disgustato dal degrado morale che lo circonda, dà sfogo alla sua follia trasformandosi in giustiziere metropolitano per le strade di New York.

Alle allucinazioni di “Toby Dammit” (Terence Stamp) del 1968 di Federico Fellini, un giovane attore inglese, debosciato, bruciato da alcool e droga, che si lancia in una tragica corsa sfrenata e folle a bordo dell’auto che gli hanno regalato i produttori del film che deve girare.L’auto è una splendida Ferrari 330 Lmb spyder color oro. Un esemplare unico appositamente realizzato dal carrozziere Fantuzzi nel 1963 per un industriale. Un bolide da 400 CV che nella realtà ha visto via Veneto e mai una pista.

L’automobile viene usata nel cinema anche come tramite per raccontare storie, come fa Jafar Panahi in “Taxi Teheran” del 2015, per raccogliere le diverse posizioni sul regime e sulla società dai passeggeri di varia estrazione sociale che salgono sul taxi in un giorno qualsiasi lungo le vie della capitale iraniana.

10 autoCome Bruce Beresford che in “A spasso con Daisy” del 1989 utilizza una Cadillac Fleetwood Sixty, come mezzo attraverso cui si sviluppa il rapporto di solidale amicizia tra una vecchia bizzosa e burbera signora ebrea (Jessica Tandy) e il suo saggio e paziente autista nero (Morgan Freeman), impostole dal figlio (Dan Aykroyd) per porre fine ai disastri causati dalla guida della madre. Un pretesto, per mettere in luce l’atteggiamento di una società che trae vantaggio dal silenzio complice da parte della gente perbene, che preferisce chiudere gli occhi di fronte alle discriminazioni e le ghettizzazioni dei bianchi a danno dei neri.

11 autoO come Clint Eastwood che nel 2008 ha addirittura intitolato il suo film “Gran Torino”, un modello di auto della Ford, unico bene di Walt Kowalski, il protagonista burbero, misantropo, ultimo a vivere in un quartiere ormai abitato da asiatici che lui tratta con disprezzo razzista. Che alla fine invece lascerà in eredità al giovane figlio dei suoi vicini immigrati col quale ha finito per avere più legami affettivi che con i propri figli.

Nei film sono comparse anche auto dotate di intelligenza e volontà proprie.

Come Christine, una Plymouth Fury del 1958, protagonista del film “Christine – La macchina infernale” del 1983 di John Carpenter, capace anche di auto-ripararsi tornando come nuova in pochi minuti. Ma soprattutto di dominare i suoi “proprietari”, che diventano suoi succubi e strumenti del male.

12 autoAnche Herbie, il Maggiolino Volkswagen, protagonista di diverse pellicole della Disney, è un’auto animata, una versione innocua della Christine di Carpenter. E’ dotata di sentimenti, simpatie e antipatie, pensa, si emoziona, si innamora e soffre come un essere umano. Le manca solo la parola.

Poi è stato il momento delle auto speciali.

Prima fra tutte l’Aston Martin DB5, l’auto di James Bond in “Agente 007 – Missione Goldfinger” del 1964. L’auto non è una vettura normale è modificata ed equipaggiata da “Q” con innovativi e altrettanto balordi accessori: scudo posteriore sollevabile antiproiettili; mitragliatrice a scomparsa; spruzza-olio posteriore; congegno fumogeno anti inseguimento; radar; targa rotante; paraurti estensibili, espulsione del sedile del passeggero. La Aston Martin compare in 12 dei 24 film prodotti, con altri modelli ovviamente tutti modificati da “Q”.

13 autoUna vecchia ambulanza Cadillac Ambulance Miller-Meteor Limo-Style Endloader Combination del 1959, targata ECTO 1, opportunamente modificata secondo le loro esigenze, è l’auto di pronto intervento dei quattro improponibili acchiappafantasmi di “Ghostbusters – Acchiappafantasmi” del 1984 diretto da Ivan Reitman, che, equipaggiati di rilevatore di energia psicocinetica, di zaino protonico e ghost-trap corrono a liberare una New York infestata dai fantasmi.La DeLorean DMC-12 di “Ritorno al futuro” del 1985 diretto da Robert Zemeckis, è una macchina che si 14 auto.jpgmuove solo nel tempo con le opportune modifiche operate da Doc (Christopher Lloyd) che così spedisce il povero Marty (Michael J. Fox) nel 1955. Basta impostare sullo schermo dei circuiti temporali la data e l’ora di destinazione, accelerare fino a 88 miglia orarie e l’auto sparisce in un accecante lampo di luce blu, lasciando due strisce di fuoco sull’asfalto, ritrovandosi nello stesso luogo ma alla destinazione temporale che è stata precedentemente impostata. In questo caso la pubblicità non ha funzionato perché la DMC-12 è rimasta l’unica vettura prodotta dalla DeLorean.

La batmobile è un altro veicolo pieno di marchingegni indispensabili a Batman per combattere il crimine. Monta una sega circolare, un ariete, laser, razzi, emettitore di fumo, sparachiodi, due paracadute sul retro. L’auto ha subito svariate trasformazioni nel tempo partendo dalla base di una Lincoln Futura fino a trasfigurarsi nel grosso mezzo corazzato degli ultimi film.

15 auto.jpgLa Bluesmobile è l’automobile dei fratelli Elwood e Jake Blues nel filmThe Blues Brothers” del 1980 diretto da John Landis. E’ una Dodge Monaco berlina del 1974, utilizzata dalla polizia americana in quegli anni. Elwood l’ha comperata usata ad un’asta della polizia per sostituire la Cadillac, che aveva barattato con un microfono. La Bluesmobile è equipaggiata con rostri anteriori, faro di posizione, sirena, motore truccato, sospensioni rinforzate, paraurti antistrappo, gomme antiforatura e cristalli antiproiettile. E non c’è neanche bisogno dell’antifurto perché ho collegato tutti i contatti con la sirena, dice Elwood al fratello. L’auto è un catorcio ma è capace di acrobazie impensabili, salta sui ponti mobili sollevati e fa voli e piroette incredibili, fino al grottesco inseguimento finale, ripreso da Sugarland Express del 1974 diretto da Steven Spielberg, che vedeva crescere progressivamente il numero di auto della polizia che si aggiungevano ad ogni contea che il corteo attraversava fino a raggiungere novantasei unità.

16 auto.jpgNon poteva sfuggire a Stanley Kubrick, mai banale anche nella scelta di un’auto, una Adams Probe 16. Un’auto sperimentale dal design il più estremo possibile per una vettura. E’ stata realizzata dalla Adams Brothers nel 1970 in soli tre esemplari, uno dei quali è stato utilizzato da Kubrick per una breve scena in “Arancia Meccanica” del 1971, quella in cui Alex e i suoi Drughi, dopo averla rubata, corrono per andare a fare una rapina in una casa isolata. L’auto nel film è chiamata Durango 95.

Non va tralasciata l’automobile utilizzata come mezzo bellico.La protagonista assoluta di moltissimi film della seconda guerra mondiale è la Willys MB. La famosa jeep che la Willys Overland Motors costruì per l’esercito americano nel 1941. La Willys MB era un veicolo GP, ovvero general purpose, cioè destinata a tutti gli utilizzi. Si dice che dalla pronuncia americana dell’acronimo GP sia nato il termine Jeep. Alla fine della guerra il generale Dwight D. Eisenhower, che poi sarebbe diventato il 34° presidente degli USA, dichiarò: “senza questo veicolo non avremmo vinto la guerra”. Il nome “Willys” è scomparso dalla scena automobilistica. Jeep, è rimasto e oggi fa parte del Gruppo Chrysler FCA.

Altra protagonista indiscussa è l’Alfa Romeo Giulia 1600 della Polizia d i Stato, presente in gran parte dei film italiani degli anni ‘60/70: “La Polizia incrimina, la legge assolve”; “Banditi a Milano”; “Roma a mano armata”; “Napoli spara!” e così via. Da non dimenticare, la Chevrolet Special De Luxe e la Mercury Club Coupé, le auto di James Dean in “Gioventù Bruciata” del 1955 diretto di Nicholas Ray; la Jaguar E-Type nera del 1961 di “Diabolik” del 1967, diretto da Mario Bava.

17 autoE infine c’è lei: l’Autobianchi Bianchina berlina 4 posti di colore bianco del ragionier Pierugo Fantozzi. La scelta non è che abbia giovato all’immagine dell’auto, che era stata pensata in origine come alternativa snob, raffinata e lussuosa alla più popolare Fiat 500, ma che nei film di Fantozzi è diventata una vetturetta ridicola e per poracci. La Bianchina è lo specchio del suo proprietario. L’emblema della sfortuna, sfondata da una lavatrice buttata da una finestra la notte di capodanno; distrutta contro un lampione; sfasciata per strada da un gruppo di teppisti. Ma per Fantozzi diventa più volte protagonista delle fantasiose fughe d’amore con la signorina Silvani che la disprezza: “Qual è la sua? Ah è questa qui. Questa baracca. Guardi era meglio il carro funebre!”. La Bianchina ha avuto anche altri momenti di gloria nel cinema, con Alberto Sordi alla guida della versione Panoramica in “Thrilling”, del 1965 nell’episodio “Autostrada del Sole” diretto da Carlo Lizzani; con Audrey Hepburn al volante della versione Cabriolet rossa, guidata a capote aperta per le strade di Parigi in “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” del 1966 diretto da William Wyler. Ma  non c’è stato nulla da fare, la Bianchina è e rimarrà nella storia come l’auto di Fantozzi.

E il futuro cosa ci riserverà?

 

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Minority Report

 

 

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Blade Runner 2049

 

 

 

 

 

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I, Robot

 

 

 

 

 

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Il quinto elemento
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Blade Runner

 

 

 

 

 

 

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Monolith