Konstantin Eduardovich Bronzit (nato il 12 aprile 1965) è un animatore e regista di animazione russo e nominato due volte agli Oscar. Attualmente lavora in uno dei più grandi studi di animazione russi – Melnitsa Animation Studio.
Intervista a Konstantin Bronzit, regista del cortometraggio We Can’t Live Without Cosmos.
Il suo film ha ricevuto il premio LUMINOR come miglior film della sezione ANIMALAB al 12° Sedicicorto,
Qual è l’opera che ha richiesto più impegno ed è risultata più difficile attuare?
Penso che sappiate già la risposta… Questo film ha richiesto più impegno ed energia di qualsiasi altro progetto. Nel corso della sua realizzazione mi sono imbattuto in difficoltà che non mi aspettavo, legate principalmente alla struttura della storia. In altre parole, l’eterno dilemma di un regista: in che modo organizzare la sequenza delle scene, in quale ordine, che cosa è davvero importante per la storia e cosa non lo è per niente.

 

 

In Lavatory Lovestory si parla di amore, in We Can’t Live Without Cosmosdi amicizia. E’ importante per te trattare valori assoluti o c’è spazio anche per concetti più astratti?

Probabilmente è importante. Ho trattato “concetti più astratti” quando ero un giovane regista. E’ arrivato il momento di crescere. E il prossimo passo di questa crescita sarà “smettere di fare film” (lo dico seriamente).
E c’è un’altra cosa. A prima vista può sembrare che il mio film parli di amicizia. Ma non è esattamente così. Se lo si analizza meglio, ci si rende conto che questo film parla di solitudine. Perché la storia nel film è del tutto irreale. E’ una favola. Quello che voglio dire è che non ci sono relazioni così forti tra le persone nella vita. Siamo realisti. E’ un mio sogno che esistano, almeno in parte, relazioni di questo tipo. In realtà, siamo tutti soli. Veniamo in questo mondo da soli e lo lasciamo allo stesso modo. Sappiamo tutti che è così, non sono stato io a inventare questa idea.

Il film We Can’t Live Without Cosmos ha recentemente ricevuto ampi consensi sia dal pubblico che dalla giuria ufficiale, ha esaltato sia il pubblico giovane che quello adulto. Quanto tempo ha richiesto la realizzazione del film?

 

Per fare questo film di 15 minuti ci ho messo 4 anni. Come vedete, è un prezzo troppo alto da pagare per un film!

La tradizione russa sul cinema di animazione è molto prestigiosa. Attualmente com’è la situazione?
Le tradizioni non cambiano velocemente. Penso che siano ancora molto radicate. Anche se è inevitabile che le nuove tecnologie portino qualcosa di moderno nelle idee delle nuove generazioni di animatori.

Esiste un progetto che non sei ancora riuscito a realizzare?
Fortunatamente no!

Nelle tue realizzazioni collabori con uno staff quasi fisso o cambi a seconda dei progetti?
Dipende. Penso che per me sarebbe più facile lavorare con la stessa troupe tutte le volte. Ma i miei progetti sono così diversi l’uno dall’altro che questo non è possibile. Insomma, mi metto i bastoni fra le ruote da solo! Nonostante questo, ci sono colleghi che lavorano con me in modo abbastanza continuativo, come chi si occupa del suono e il compositore delle musiche.

Qual è il complimento che ricordi con più soddisfazione?
Una volta ho sentito dire a un mio collega: “Non avrei mai pensato che un film di animazione potesse farmi piangere.”
Questo è stato il complimento più bello.

Esiste nel tuo paese un circuito di visibilità per opere come le tue?
Non direi! Purtroppo né i cinema né i canali televisivi hanno interessi economici che li portano a programmare cortometraggi di fiction o di animazione. La visibilità viene solo se l’autore pubblica il suo lavoro in rete. Ma anche in questo caso, di solito è limitata ad amici e colleghi.