Le donne, innanzitutto, hanno trionfato ai David di Donatello 2018. Nelle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale e nella Cerimonia di premiazione dove sono state protagoniste dello spettacolo  ed hanno portato a casa numerose statuette. Ma anche Napoli, città nella quale sono state ambientati ben quattro dei film premiati. E’ stata, senza dubbio, una bella cerimonia, quella condotta da Carlo Conti  in modo sobrio e senza  esuberanze da protagonista, come in altre occasioni ci è capitato di vedere. E sempre più è stato confermato come i David di Donatello possono essere considerati gli Oscar italiani. Bel colpo della neo presidente Piera Detassis nell’assegnare i premi speciali ad un grande Maestro come Steven Spielberg ed a due grandi attrici, Diane Keaton e Stefania Sandrelli. Che nella cerimonia dei premi hanno dato conferma del loro prestigio e della loro classe. E Diane keaton, persino, della sua bravura come cantante.  Un grande tocco di cultura cinematografica poi nelle citazioni di grandi Maestri del Cinema come Federico Fellini, François Truffaut, Alfred Hitchcock ed altri   che  sottolineano, secondo loro, l’importanza del cinema nella società contemporanea. Successo, quindi, del film “Ammore e malavita” dei Manetti Brothers che porta a casa 5 statuette, compresa quella assegnata a Claudia Gerini  come miglior attrice non protagonista: riveste il ruolo dell’astuta moglie del “o re do pesce”, cioè il sempre più bravo e convincente Carlo Buccirosso, in una commedia musicale noir sulla camorra, ricco di situazioni esilaranti. La sorpresa della serata sono state le  quattro statuette al film di Susanna Nicchiarelli “Nico, 1988”  che racconta gli ultimi anni di vita della cantante dei Velvet Underground. Una bella sorpresa poi veder  riscoprire un attore di classe, sia nel teatro che nel cinema, come Renato Carpentieri. Ha conquistato il David di Donatello come miglior attore  protagonista nel film di Gianni Amelio “La tenerezza” dove riveste il ruolo di un avvocato in pensione. Deve il suo esordio nel cinema nel 1990 proprio  a Gianni Amelio con “Porte aperte”, tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia, che lo dirige anche in un  altro film di grande umanità “Il ladro di bambini”(1992). Ma non lo dimentichiamo anche in “Caro Diario”(1993) di Nanni Moretti e ”Morte di un matematico napoletano”(1992)  di Mario Martone. Ci ha commossi vederlo piangere nel ricevere l’ambito premio. Una persona sensibile, piena di umanità, un vero signore, raffinato e colto. Che è stato premiato da Diane Keaton ed accolto con una standing ovation. Cosi come avvenuto anche per Giuliano Montaldo, che  è stato premiato come miglior attore non protagonista nel film di Francesco Bruni, Tutto quello che vuoi, dove è un anziano poeta che ricorderà un segreto dimenticato grazie alla compagnia di un ragazzo. Lo ha ricevuto come attore dopo  68 anni del suo esordio in tale ruolo nel film di Gillo Pontecorvo “Achtung!Banditi” recitando per lo stesso regista, Carlo Lizzani, anche in “Cronache di poveri amanti”(1954). Poteva diventare un bravo attore, ma ha preferito la regia  dandoci  film di grande mestiere e dalle tematiche di grande interesse storico che non avremmo avuto se avesse fatto soltanto la scelta di recitare. Altri i David di Donatello assegnati, ma non possiamo non sottolineare le due statuette al film d’animazione “Gatta cenerentola”, e quella attribuita , come miglior attrice  protagonista, a Jasmine Trinca, sempre più brava in “Fortunata” di Sergio Castellitto. Ma anche quella assegnata  al giovane   Carpignano per “A Ciambra”, giustamente premiato (anche) come miglior regia, e quella ad  Alessandro Grande per il cortometraggio “Bismillah”, sul tema dell’emigrazione, che è candidato all’Oscar.
di Paolo Micalizzi