Stiamo assistendo in questi giorni al ritorno sullo  schermo di alcune icone del nostro immaginario cinematografico. Un ritorno, soprattutto, nel ruolo di nonna. E’ successo a Sandra Milo, come riferito in un precedente  articolo a lei dedicato,  e succede anche ad altre protagoniste di rilievo del cinema italiano, ma non solo.

In “Metti la nonna in freezer” di Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, ma non l’avremmo proprio immaginato visti i ruoli che aveva finora interpretato ed a cui eravamo abituati, la nonna è Barbara Bouchet, l’avvenente Barbara  che suscitava tanta passione nei  film degli anni Settanta  diretti da Pasquale Festa Campanile, Luciano Salce, Sergio Martino e Lucio Fulci, tanto per citarne  alcuni, con a fianco attori come Ugo Tognazzi, Lando Buzzanca,Lino Banfi, Vittorio Caprioli, Philippe Leroy e tanti altri.
Un’attrice che Quentin Tarantino considerava la sua musa ispiratrice. Barbara Bouchet  è la nonna che viene messa in freezer dalla nipote Miriam Leone perché possa continuare, dopo l’avvenuta morte, a percepirne la pensione, unico sostegno per la sua attività di restauratrice insieme a due  amiche  il cui destino è legato a quel vitalizio, considerato che la pubblica amministrazione ,in tempo di crisi, non le paga quanto dovuto.
Una Bouchet  che recita con disinvoltura il ruolo assegnatole dove  mantiene ancora la sua bellezza nel viso ma il  corpo fa pensare lontanamente a quello più volte visto sullo schermo.

Altra nonna è Jacqueline Bisset nel  film  statunitense 9/11 visto al “Ferrara Film Festival”, in corso di svolgimento nella città estense fino al 25 marzo, che pare sia prossimo ad uscire nelle   sale cinematografiche italiane.

La Bisset, di cui ricordiamo il suo sguardo verde smeraldo in film di produzione internazionali  dove fanno spicco “ Casino Royal”(2006) di  Martin Campbell,  della serie James Bond,  ed “Effetto notte”(1972) di  François Truffaut , ma anche nel ruolo di Jacqueline Kennedy in “Il magnate greco”(1978) di Jack Lee Thompson  sulla love story con il miliardario Onassis. Ma anche in “Ricche e famose”(1981) di George Cukor e “Il buio nella mente”(1995 di Claude Chabrol.
L’abbiamo vista anche affascinante, elegante e piena di charme in un film italiano di Luigi Comencini, “La donna della domenica”(1975) di Luigi Comencini .  In “9/11”(2017)  di  Martin Guigui  è la madre di una delle protagoniste il cui marito(Charlie Sheen) è intrappolato nell’ascensore della torre nord del World Trade Center di New York duranteil tragico 11 settembre del 2001.  Una nonna ancora bella che mantiene il grande fascino che la caratterizzava. Non appare nel ruolo di nonna, ma in quello di se stessa anche se il suo nome è Ines, grande attrice di teatro, in  una pensione per ricchi  nel film “Nome di donna”(2018) di Marco Tullio Giordana.

Ci riferiamo ad Adriana Asti nel cui camerino spiccano i ritratti di tre Santi protettori:  San Giorgio(Strehler), San Luca(Ronconi), San Luchino(Visconti), i tre grandi  registi, cioè, che l’hanno portata al successo di attrice teatrale. Senza trascurare, anche se nel film di Marco Tullio Giordana non vengono citate, opere cinematografiche come “Accattone”1961) di Pier Paolo Pasolini e “Prima della rivoluzione”(1964) di Bernardo Bertolucci  di cui lo spettatore cinematografico ha ben memoria.

Un altro, quasi ottantenne, appare nel film “Metti la nonna in freezer”. Si tratta di Eros Pagni, che qui  nel ruolo di  un uomo innamorato della nonna  dà vita a momenti esilaranti, cosi come lo sono sempre state le sua apparizioni cinematografiche.
di Paolo Micalizzi