Una bella sorpresa rivedere  Sandra Milo  in un ruolo importante dopo anni di assenza dallo schermo. L’ultima volta la si vide, dopo vent’anni, nel film  di Pupi Avati “Il cuore altrove”(2002) dove interpreta il ruolo della proprietaria di una pensione. Adesso appare nel film di Gabriele Muccino “A casa tutti bene” nel ruolo simpatico di una zia che incontra una nidiata di nipoti in occasione delle nozze d’Oro del figlio Pietro (Ivano Marescotti) e  Alba (Stefania Sandrelli).
E ciò accade nell’anno in cui  lei festeggia 85 primavere( nel film di Muccino, curiosamente dice di averne 86). Una presenza misurata la sua, da attrice di grande esperienza maturata con registi di grande sensibilità verso i ruoli femminili.
Soprattutto Federico Fellini ,che la chiamava affettuosamente Sandrocchia  e che lei ha dichiarato in questi ultimi anni è stato l’unico vero amore. Con il regista riminese  Sandra Milo  ha interpretato “8 e ½” (1963) e “Giulietta degli spiriti”(1965). Nel primo è Carla, l’amante di Guido(Marcello Mastroianni),un personaggio di rilievo in quel palcoscenico della vita che si svolge attorno a un regista in crisi creativa e sentimentale(Mastroianni, appunto) mentre nel secondo è  Susy, l’amica di Giulietta (la Masina) che vedendo che il suo matrimonio sta andando a rotoli cerca conforto interrogando, ma inutilmente, gli spiriti.
Ma ben prima Sandra Milo si era fatta apprezzare in altri film. Non si può non ricordare, soprattutto, il ruolo di Pina nel film “La visita”(1963) di Antonio Pietrangeli, una donna nubile , non più giovanissima, che combatte la solitudine inviando annunci matrimoniali ai giornali con il risultato di trovare , attraverso essi, un contatto, che comunque non andrà a buon fine, con Adolfo( uno straordinario Francois Perier), commesso di  una libreria romana.
All’attivo di Sandra Milo anche altri film con registi importanti. Uno di essi è Roberto Rossellini per  il quale, soprattutto, diede una significativa interpretazione in “Il  generale della Rovere” (1959)  con a fianco il grande Vittorio De Sica.
Ben quarantaquattro, salvo errore dei biografi, i film da lei  interpretati, tra cui non si possono non citare “Adua e le compagne”(1960) di Antonio Pietrangeli con il quale nel 1965 aveva girato anche ”Lo scapolo” con Alberto Sordi; ma anche “L’ombrellone”( 1965) di Dino Risi dove è la moglie in  vacanza di un ingegnere(Enrico Maria Salerno).
Sandra Milo è diventata nota anche in televisione. Con una popolarità di successo  di tale rilievo  nel  1998 , essendo direttore artistico di “Valdarno Cinema Fedic”, avendo avuto modo durante la Mostra del Cinema di Venezia di vederla sulla Terrazza dell’Hotel Excelsior  , avevo un po’ di timore di avvicinarmi a lei e chiederle di  partecipare al Festival di San Giovanni Valdarno per ritirare il Premio alla Carriera.
Fortunatamente vidi il press agent Matteo Spinola, che conoscevo, e grazie al suo aiuto m’azzardai ad incontrarla e farle la mia proposta. Con mia sorpresa l’accettò, e il mio timore che m’avrebbe chiesto una bella cifra, fu subito fugato: veniva gratis(non ti preoccupare mi aveva detto il mio amico, lei sa a chi chiedere il gettone di presenza) anche perché, dichiarò, era la prima volta che riceveva un Premio da un Festival del Cinema. Una dichiarazione ribadita anche nel ricevere il Premio al Festival del 1999 dove venne e fu accolta con molto calore. Grazie Sandra Milo, e tantissimi Auguri per i tuoi 85 anni: li compie domenica 11 marzo.
di Paolo Micalizzi