The Culprit
Michael Rittmannsberger  (Germany) – 2’58”
Un giovane uomo viene accusato di un crimine che confessa e per cui non mostra nessun rimorso. Anzi, sembra essere orgoglioso e convinto di quello che ha fatto.
A young man is accused of a crime. He confesses and doesn’t show a sign of regret. On the contrary – the young man seems to be proud and fully convinced of what he did.
 L’amore arde in un fuoco che non gli appartiene. Un fuoco color pece, disdicevole. Ed è l’uomo ad averne appiccato le fiamme. Lo stesso uomo che, per sfamare la propria vita mancata, ha lacerato d’oppressione e di disonore quella d’altri. L’uomo ha errato, ha annientato il bene sin dal principio. Assetato di prestigio ha limitato la propria razionalità, ha limitato se stesso e ha limitato la bellezza. La bellezza dei fiori, dei cieli, delle nuvole incerte, la bellezza dell’amore. E gli animi che vi appartengono vengono trafitti incessantemente dai colpi della mano fatale di chi non la vede più da tempo, la bellezza. La bellezza dell’amore è smorzata dal rancore represso, ingiustificabile, blasfemo e perverso. Tace la quiete, strepita l’odio. L’amore, in tutte le sue sfumature, merita la vita.
Cristiana Constantinescu Liceo Musicale Statale di Forlì
 
 Il mondo in cui sopravviviamo è sporco di insensibilità e spietatezza. Qui un uomo che ama un uomo è più scandaloso di un uomo che uccide un uomo.
Nel silenzio inimitabile dell’indifferenza, nella penombra di una terra malata, c’è un corpo che dondola e che conserva ancora i segni nobili dell’amore e quelli indegni della violenza. È caduto nell’indecenza dell’umanità. L’ingiustizia lo soffoca; l’ingiustizia, quella corda strettissima che uccide chi tenta di vivere. Ora, quel corpo stringe fra le mani tutta la rabbia inespressa, ingoiando le ultime parole d’amore, quell’amore vero che respira ancora.
Francesca Marotta  Liceo Musicale Forlì