Dettagli insignificanti dell’episodio accidentale

 

giugno 2011 (Russia)

 

 

Chi non si è mai chiesto cosa sarebbe potuto accadere se solo avessimo avuto il coraggio di fare quel piccolo passo per conoscere la persona sognata?
Insignificant Details of the Accidental Episode”ha la capacità di far scorrere un’intera vita in soli ventotto minuti, dimenticandoti che è un cortometraggio, facendoti prendere le distanze dallo scorrere dei titoli di coda. Di storie d’amore ne abbiamo viste in tutte le salse e anche questo racconto non eccelle di originalità, ma ha la grazia di sfiorare con delicatezza le corde di ciò che poteva capitare se solo per un istante il caso avesse voluto che accadesse.
La storia si svolge all’interno di due treni che in direzioni opposte rimangono accidentalmente in panne. Il caso vuole che dal finestrino di un vagone, un uomo incontri lo sguardo, o meglio il seno di una donna che viaggia nel vagone del treno opposto. Ogni minuto, sembra quello decisivo per fare incontrare i due viaggiatori, ma ogni volta accade qualcosa che porta a distrarre la fatale unione. Il tempo scorre, con la durata che ti concede la vita.
I due vagoni assumono la forma di habitat domestici. La ragazza rimane incinta, partorisce e cresce tre figli, il ragazzo è preso anch’esso da tutta una serie di episodi, da non avere il tempo di valicare il binario. I due invecchiano e sembra che nulla possa accadere per favorire il legame. Tutto sembra perduto, ma nel momento in cui i due treni finalmente ripartono, i due sguardi si ricompongono e lui corre verso l’uscita nel vano tentativo di raggiungerla.
Il treno dei desideri, come evidenzia un vecchio adagio passa solo una volta e il troppo tardi per essere vero, sfreccia desolatamente davanti ai loro occhi facendo perdere per sempre la possibilità di amarsi. Ottimo impianto scenografico, concentrato in un piccolo spazio, dove le stagioni disegnano scenari realistici. Sguardi ed emozioni si susseguono con lo stesso ritmo di un treno in movimento, ma con la voglia di tirare il freno d’allarme per far scendere i due protagonisti. L’effetto “destino cieco” di kieslowski riapre e richiude le porte di un convincente “sliding doors” in stile sovietico.
di Kastel