Un giorno, in una casa accogliente di Los Angeles, una donna, dopo aver finito una lunga sessione lavorativa che l’ha portata fuori di casa per diverse settimane, dopo aver portato i figli a scuola, si concede un momento di relax sul suo divano. Una collega e amica le ha consigliato la lettura di un romanzo, divenuto in poco tempo un best seller.
Il libro era Big Little Lies, di Liane Moriarty. La donna sul divano, l’attrice Reese Witherspoon e l’amica collega Nicole Kidman. Così l’attrice statunitense, vincitrice nel 2005 dell’Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in Quando l’amore brucia l’anima (Walk the Line) ha raccontato il suo primo approccio a questa storia. La trama del libro l’ha così intrigata da aver deciso, in partnership con la Kidman, di proporsi come produttrici esecutive per ottenere dal canale HBOla realizzazione di una serie tv che la sviluppasse. Per il loro progetto ambivano solo al meglio. È questa considerazione che le ha portate a coinvolgere nel progetto, ponendolo dietro la macchia da presa, il regista canadese Jean-Marc Vallée, “fresco” del successo di pubblico e critica ottenuto con il suo Dallas Buyers Club.
Il coraggio di tre numeri uno del mondo del cinema. E continuiamo a parlare di numeri. 8 Emmy Awars nel 2017, giudicata dall’American Film Institute tra i 10 migliori programmi televisivi del 2017, 4 Golden Globes nel 2018, 4 i premi ottenuti  ai Critics’ Choise Awardssempre nel 2018. Un canale (HBO) che premia il coraggio e la determinazione di due grandi attrici, mettendo loro a disposizione tutti gli strumenti necessari per realizzare la loro serie, lasciando anche un discreto margine di scelta sul cast. La critica accoglie la serie con entusiasmo e, cosa che non sempre è da darsi per scontata, il pubblico le dà retta e resta incollata agli schermi per tutte le 7h di durata, episodio dopo episodio, tanto da non accontentarsi dei 7 della prima stagione e chiedere a gran voce la realizzazione di una seconda serie (richiesta accordata, visto che la HBO ha comunicato nel dicembre 2017 che i nuovi episodi sono in fase di stesura della sceneggiatura).
Continuiamo con i numeri. 5 donne. A cui non basta avere i propri figli insieme a scuola per sentirsi simili l’una con l’altra e di cui, anzi, la caratterizzazione dei personaggi ci rende da subito evidenti nella loro diversità. Abbiamo la mamma lavoratrice, fiera della propria carriera e (forse proprio per questo) morbosa nel rapporto protettivo verso la figlia. La mamma single, reduce da un passato tragico tutto da scoprire e esplorare, che cerca di schivare le domande sempre più insistenti del figlio sul padre che non ha mai conosciuto. La donna che rinuncia alla sua promettente carriera di avvocato per occuparsi a tempo pieno di due gemelli che sono la sua gioia, trovandosi costretta in un matrimonio violento e malato. La seconda moglie, che deve coniugare il suo ruolo di madre, moglie e matrigna agli occhi della adolescente figlia avuta dal marito dal primo matrimonio, sempre attenta comunque a non scontrarsi a viso aperto con la ex di lui. La donna che si dichiara orgogliosa della sua scelta di non lavorare per dedicarsi interamente all’educazione delle proprie figlie, di cui però perde il controllo, trovandosi a vivere in perenne squilibrio tra il ricordo dell’amore passato e quelle presente che sfuma.  Un protagonista nascosto, in grado di calmare gli animi se guardato al tramonto e di creare tempesta se colpito dalle onde in burrasca: è il mare della Baia di Monteray, location quasi primaria di questa serie, il luogo in cui che sia per cercare di ritrovare un passato perduto o rinnovarsi nella speranza di un futuro più sereno, accompagna le protagoniste in tutto il corso della serie. 4 uomini, comprimari, ma determinanti nelle azioni compiute dalle loro donne. Due argomenti forti, che caratterizzano le cronache recenti degli ultimi decenni: il bullismo e la violenza sulle donne. In Big Little Lies non c’è una volontà di giudizio o di recriminazione tout court, quanto piuttosto l’esigenza di togliere il velo sulla pericolosità del non controllo di determinati atteggiamenti tra i più giovani nelle scuole o sulla gravità degli abusi cui le donne possono essere sottoposte.
Big Little Lies, nella sua brevità, nella bravura di un cast che sembra perfettamente assemblato e diretto, nelle poche e definite location, che aiutano lo spettatore a sentirsi immediatamente inserito nelle dinamiche della trama, può considerarsi uno dei migliori prodotti seriali degli ultimi anni. Il plauso va indubbiamente attribuito alla Witherspoon e alla Kidman, che lo hanno così perfettamente ideato e confezionato. Ma colpisce il valore dell’interpretazione di  Laura Dern (che recentemente abbiamo visto sul grande schermo nel ruolo della moglie di Ray Kroc, interpretato da Michael Keaton,  in The Founder), capace di cogliere e esprimere tutte le sfumature contraddittorie del suo personaggio. E fa piacere constatare come Zoe Kravitz riesca con il suo ruolo in questa miniserie a raggiungere quella maturità artistica che finora le era stata preclusa per il suo essere figlia d’arte (il padre è il cantante Lenny Kravitz, mentre la madre è Lisa Bonet, la Lisa del telefilm I Robinson).
Il nostro consiglio è sicuramente quello di andare a recuperare i 7 episodi della prima serie di Big Little Lies. Aspettando con ansia di poter vedere e commentare la messa in onda della seconda  serie.
di Joana Fresu de Azevedo